Santi Medici e San Michele: feste che si intrecciano a Castrignano del Capo, nel rispetto della fede e delle norme anticontagio

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Castrignano del Capo – Festeggiamenti che si intrecciano, a Castrignano del Capo, dai Santi Medici Cosma e Damiano al patrono San Michele arcangelo. A causa delle restrizioni legate all’epidemia da Covid 19, quest’anno non si è svolta la tradizionale fiera in onore del patrono e sono saltate le serate di intrattenimento.

Non sono mancate però le celebrazioni religiose, i fuochi d’artificio e le luminarie accese sulla colonna del Santo, nella piazza principale, e di fronte alle due chiese, quella dedicata ai Santi Medici e quella di San Michele Arcangelo.

Le tradizioni

«Sono feste sobrie quelle che stiamo vivendo, senza grandi luminari, grandi concerti bandistici, grandi processioni solenni. Quest’anno – afferma il parroco di Castrignano, don Fabrizio Gallo – tutto è stato vissuto all’insegna della “piccolezza” però in questo clima si è potuto sperimentare il nostro attaccamento ai valori della fede».

Da sempre, in paese, la festa del patrono si intreccia con quella dedicata ai Santi Cosma e Damiano, un culto particolarmente sentito in riferimento agli ammalati. San Michele, patrono di Castrignano del Capo nel 1778 (prima era San Nicola), viene ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le “orde degli angeli” precipitati di Satana. Numerose sono le leggende e le credenze tramandate: una di queste vuole che la statua fosse destinata alla parrocchia di Patù, anch’essa sotto il patrocinio del Santo, ma che poi fosse stata consegnata, per errore, all’allora parroco di Castrignano.

«Feste semplici ma partecipate e incisive. Certamente – sottolinea il parroco – ci manca quell’occasione d’incontro con la gente, anche di fuori paese, ma siamo fiduciosi per un futuro prossimo. L’augurio è che presto si possa ritornare a vivere appieno le tradizioni culturali e sociali a cui siamo legati».