S. Maria al Bagno: “L’idroscalo per Corfù davanti al Giardino della Shoah?”. Interviene il console d’Israele

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Santa Maria al Bagno (Nardò) –  È polemica sulla decisione dell’Amministrazione comunale neretina di prevedere il terminal dell’idroscalo proprio davanti al Giardino della Memoria di Santa Maria al Bagno. Sulla questione interviene anche il console onorario d’Israele di Puglia-Basilicata-Molise, Luigi De Santis, che si è rivolto al presidente della Regione Michele Emiliano perchè l’opera non sorga proprio di fronte ad un luogo sorto per non dimenticare il genocidio dell’Olocausto e per ricordare gli ebrei ospitati fra il ’44 e il ’47 proprio a Santa Maria al Bagno.

Il progetto è ritenuto dagli amministratori comunali “strategico” per il turismo locale, visto che permetterebbe il collegamento diretto con Corfù, ma viene contestato da quanti lo ritengono sostanzialmente “inutile”, anche alla luce dell’impatto che avrà su un tratto di costa molto frequentato destinato a diventare non balneabile. L’opera è tornata d’attualità in quanto nei prossimi giorni è prevista la riunione operativa di un’apposita conferenza dei servizi per discutere dei dettagli tecnici. Contro il progetto dell’idroscalo si è pure costituito un comitato con tanto di raccolta di firme on line.

L’appello del console a Emiliano

Luigi De Santis

«I luoghi della memoria servono a noi tutti per ricordare che abbiamo il dovere di non dimenticare non solo il 27 gennaio, ma sempre. Ogni giorno. Per questo faccio appello al presidente della Regione, Michele Emiliano, che da sempre si è dimostrato sensibile su questi temi, perché – nella conferenza di servizi già convocata – non venga dato il via libera al progetto», scrive in una nota il console onorario Luigi De Santis nel condividere l’appello del professor Pierluigi Congedo, l’ideatore di quel giardino realizzato per onorare i tanti ebrei “in fuga” ospitati a Santa Maria a Bagno, tra i quali il viennese Ottfried Weisz, sopravvissuto all’Olocausto che visse nella marina dal 1945 al 1947.

«La memoria non può essere calpestata o peggio oltraggiata da chi pensa che sia più importante l’economia sulla storia. L’idroscalo è sicuramente un’opera strategica e utile al turismo salentino, si faccia, ma altrove!», conclude il console.

L’opposizione: “Luogo da preservare”

Dai banchi dell’opposizione comunale, il vice presidente del Consiglio Giancarlo Marinaci contesta l’utilità dell’opera ritenendola “un’offesa inferta alla memoria di chi è sopravvissuto alla Shoah” condividendo l’appello lanciato (sulle pagine di Repubblica) da Jakob Ehrlich, un sopravvissuto all’Olocausto. «Non possiamo non condividere le preoccupazioni espresse da Jakob che ha detto, a gran voce, che “il Giardino della Memoria non dovrebbe essere dissacrato”. Dovrebbe essere visto come simbolo di sopravvivenza e gelosamente custodito per le future generazioni. La scelta da parte del Comune di aderire ad un simile progetto è una scelta assolutamente sbagliata. Ci si fa allettare dai finanziamenti e si gettano in mare 3 milioni di euro per realizzare una idrosuperficie che dovrebbe, nelle intenzioni, collegare l’Italia e la Grecia. Uno spreco immane di risorse in un territorio, penso alle marine, ancora oggi prive di servizi essenziali. Questo progetto, per altro, a sentire gli esperti, proprio in quel tratto di costa, non dovrebbe essere realizzabile».

Marinaci si stupisce del fatto che la Soprintendenza di Lecce “non sia mai stata messa al corrente dell’esistenza del Giardino, e neppure del fatto che la facciata esterna del museo della Memoria, in un recente intervento, sia stata completamente stravolta».

Interviene anche il consigliere comunale del Pd, Lorenzo Siciliano, afferma: «Continueremo a combattere per preservare la memoria. Per conservare il prezioso simbolo rappresentato da quei luoghi oggi minacciati dalla mano di chi ogni giorno tenta di cancellare storia, cultura, valori per fare spazio al qualunquismo, all’improvvisazione, a una finta modernità che porta con sé tanti aspetti opachi e assai pochi benefici».