Santa Cesarea Terme, le falesie a rischio crolli ma i fondi per contrastarli (4 milioni dal 2011) restano sulla carta

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Santa Cesarea Terme – Pezzi di costone che crollano, divieti e sbarramenti, immagini di pericolo e negative comunque lungo le coste rocciose; per giunta, fondi disponibili da tempo e non ancora impiegati. Perché? Lo chiede con una interrogazione il consigliere regionale Paolo Pellegrino (Lecce) al presidente della Regione,Michele Emiliano.

“Non possiamo restare indifferenti alle cronache che ogni giorno ci raccontano di Sindaci costretti a firmare apposite ordinanze su divieti di accesso e di transito. Ogni giorno – rimarca Pellegrino, presidente della lista “La Puglia per Emiliano” – vediamo spuntare transenne, ma soprattutto sgretolarsi pezzi identitari e caratteristici del nostro paesaggio, apprezzati in ogni parte del mondo. E un Salento, che si appresta ad accogliere migliaia di turisti, non può permettersi simili scenari”.

I riferimenti per il consigliere sono, da ultimi, gli allarmi lanciati da Melendugno e soprattutto da Santa Cesarea Terme “dove c’è purtroppo una fase di stallo per i lavori di messa in sicurezza”. L?urgenza dell’interrogazione è proprio dovuta alla situazione delle Falesia di Santa Cesarea e ad un “inspiegabile stallo dei lavori”.

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“Occorre infatti – spiega il consigliere regionale – conoscere quali interventi intenda assumere la Regione Puglia per garantire l’impiego effettivo dei fondi stanziati e un cronoprogramma immediato sui tempi per la messa in sicurezza e sul rispetto dei disciplinari contrattuali”.

La cronistoria Il cronoprogramma dell’intervento era previsto già nel 2011 con 5 milioni di fondi Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica), poi scesi a 4 milioni per il protrarsi dei tempi di impiego delle somme. Ultimo particolare della paradossale vicenda: solo lo scorso 7 agosto  è stato sottoscritto il contratto e solo nei primi giorni di aprile sono comparsi i nuovi cartelloni di inizio cantiere, “ma senza indicazioni precise”.

“Ad oggi nulla si è ancora visto, a parte un disaggio di alcuni massi pericolanti caduti in acqua, in palese violazione delle prescrizioni della Soprintendenza. Senza dimenticare – insiste Pellegrino – anche lo stallo sul consolidamento del vecchio porticciolo, prospiciente la strada litoranea, con evidenti dissesti stradali che rischiano di compromettere l’intero intervento di consolidamento costiero”.

“Insomma, tanti elementi mancano – conclude l’interrogante – per fare definitiva chiarezza. I cittadini, le associazioni e i comitati che da tempo si battono su questa vicenda meritano risposte tempestive”.

(nella foto un lido perfettamente in sicurezza e sullo sfondo tratti di costa)

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