Sanità, all’ex “Sambiasi” di Nardò un nuovo macchinario Tac. Ma quanto impegno!

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Il “Sambiasi” di Nardò

A conclusione di una lunga vicenda costellata di nostre continue richieste anche formali alle autorità competenti, sono finalmente iniziati, presso il Presidio territoriale Sambiasi di Nardò, i lavori di sostituzione della vecchia deteriorata apparecchiatura Tac con il nuovo macchinario Tac a 16 strati. È l’epilogo positivo di un confronto costante che abbiamo condotto ormai da anni con la Regione, con la direzione generale dell’Asl di Lecce e con i dirigenti del Presidio territoriale di assistenza di Nardò.

Rino Giuri

Da molti anni, infatti, il Consigliere comunale Roberto My e il sottoscritto, in seguito alla riconversione del presidio ospedaliero (le cui funzioni durante l’ultima presidenza Fitto della Regione Puglia erano state completamente immiserite), hanno perseguito, con volontà di collaborazione e spirito di servizio verso i nostri concittadini, l’obiettivo di favorire la piena applicazione degli accordi firmati nel settembre del 2013, in base ai quali Regione e Asl si impegnarono con un Protocollo di intesa a realizzare un poliambulatorio di terzo livello.

Apprezzando il lavoro compiuto dai dirigenti del Presidio neritino (i dottori Umberto Caracciolo, Cosimo Esposito e Oronzo Borgia), noi abbiamo chiesto e svolto con quei dirigenti incontri dai quali è scaturito l’impegno da parte nostra a chiedere a tutte le autorità sanitarie alcuni provvedimenti concreti per l’attuazione del riordino delle strutture e dei servizi sanitari previsto dalla Regione.

Per anni la nostra voce è rimasta, purtroppo, unica e pressoché ignorata quando non osteggiata con sufficienza dagli altri settori della politica non soltanto neritina. Per anni la nostra è stata vox clamans in deserto.

Evitando di elencare qui le tante richieste avanzate e i vari decisivi interventi dell’on. Ernesto Abaterusso, nostro riferimento in sede di Consiglio regionale, ci interessa ricordare in particolare l’istituzione dell’Unità di Degenza territoriale (dopo il trasferimento di Lungodegenza all’ospedale di Copertino); l’assegnazione dell’ecografo che, insieme con il mammografo che noi in precedenza difendemmo dallo spostamento tentato dalla commissaria Melli, hanno reso possibile l’avvio del servizio di senologia; e ora finalmente l’arrivo della nuova Tac.

Non riteniamo comunque esaurito il nostro impegno per la maggiore qualificazione del presidio sanitario Sambiasi e il completamento del Poliambulatorio: tanto per cominciare, ci batteremo per ottenere la prevista Residenza sanitaria assistenziale pubblica, che eviti la gravosa peregrinazione dei nostri concittadini non autosufficienti verso simili strutture private della provincia e il ripristino di tutte le condizioni (risorse professionali e di struttura) perché riprendano a pieno regime gli interventi chirurgici day service, che fino al 2016 venivano effettuati a migliaia.

Rino Giuri, Coordinamento associazione “Nardò progressista”