Comitato Salviamo l’Arpa

Taviano – Si terrà mercoledì 5 dicembre alle ore 19 presso la Sala Ria del Palazzo Marchesale di Taviano la conferenza dal titolo “Non lasciamoci strappare altro suolo”, promossa dal Comitato civico “Salviamo l’Arpa” insieme alle Amministrazioni di Alezio e Taviano. L’obiettivo dei promotori è quello di sensibilizzare circa i rischi derivanti dalla prevista realizzazione di una cava per estrarre argilla in zona Arpa, ad Alezio. Per questo le associazioni che costituiscono il comitato intendono estendere il proprio raggio d’azione ai paesi vicini, su cui il progetto della cava avrà un impatto diretto: Parabita, Matino, Taviano e Gallipoli, informando la popolazione e creando dei veri e propri gruppi locali attivi nei rispettivi territori. La conferenza di mercoledì prevede la proiezione di un breve video e interventi dei referenti del Comitato, di Legambiente Gallipoli e Italia Nostra Sud Salento oltre a quelli delle due Amministrazioni locali, guidate da Andrea Barone (Alezio) e Giuseppe Tanisi (Taviano), che già si sono espresse in sede di Conferenza dei Servizi lo scorso 1 agosto con pareri contrari alla realizzazione della cava. Seguirà un dibattito con la cittadinanza.

Il comitato civico Dopo la Conferenza dei servizi dello scorso 1 agosto, il comitato civico “Salviamo l’Arpa” ha continuato la propria opera di studio e raccordo tra le istituzioni, gli abitanti, i coltivatori e gli operatori turistici a ridosso dell’area interessata dallo scavo. I referenti ricordano che l’attività estrattiva causerebbe problemi ai residenti per gli effetti sulla falda sottostante, comprometterebbe l’agricoltura e l’attività turistica nella zona, a ridosso del Parco Naturale del Pizzo e della Necropoli Messapica. Lo scavo è finalizzato all’estrazione di argilla, principalmente destinata al cementificio Colacem di Galatina, ma il fatturato prodotto non sembrerebbe beneficiare in nulla la comunità locale “nè vi sono impegni certi circa il futuro di quella zona, una volta terminato il periodo di concessione di 13 anni”. Ricordano i referenti del Comitato che il Salento e la provincia di Lecce in particolare hanno già un grande numero di cave inattive e successivamente tramutate in discariche.

 

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