Saltato il primo arrivo di mascherine; altri due infermieri allontanati dal lavoro; chiuso un reparto a Gallipoli. Protesta l’Ordine dei medici

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Controlli all’ingresso all’ospedale di Gallipoli

Gallipoli – Anche oggi gli operatori sanitari, medici e infermieri, hanno dato il loro tributo fisico e personale per combattere la guerra al Coronavirus. Sono due gli infermieri risultati positivi al test, almeno finora; uno dei quali era in regime di quarantena. Si tratta di una coppia residente a Gallipoli.

La donna ha lavorato a Copertino finché quell’ospedale ha funzionato. Per il dubbio che l’infermiera avesse potuto avere contatti diretti col medico anestesista risultato poi positivo, la stessa era stata posta in quarantena insieme ad un centinaio di operatori del nosocomio. Con quella batosta l’ospedale è stato messo in ginocchio, per poi essere chiuso com’è attualmente, anche per l’operazione di sanificazione.

L’ospedale di Copertino ancora al centro

Verrà riaperto come struttura di sostegno ai nove ospedali Covid-19 nel piano presentato ieri a Bari. Il responso di oggi riguardante la donna, che non aveva sintomi di alcun tipo, ha messo all’angolo anche il marito, infermiere al “Sacro Cuore”, che in questi ultimi giorni aveva accusato invece febbre alta (per cui era in malattia a casa) al pari del figlio, finiti entrambi sotto controllo.

Conseguenza immediata: il reparto di Medicina generale dell’ospedale gallipolino è stato chiuso, in via precauzionale, ovviamente per eventuali nuovi ingressi. Una operazione chirurgica non urgente prevista per domani mattina, 18 marzo, è stata rinviata per maggiore sicurezza. La presenza dell’infermiere in quelle corsie  potrebbe aver contagiato anche altro. Non essendoci neanche qui i dispositivi di protezione individuale (Dpi), cioè mascherine e calzari per il personale.

Ancora in attesta delle protezioni individuali

il presidente Donato De Giorgi,

Riparte anche per questo la battaglia dei rappresentanti degli operatori sanitari. Ieri è stata la volta della Fimmg (medici di medicina generale, su piazzasalento.it), oggi torna sull’argomento l’Ordine dei medici col suo presidente, Donato De Giorgi. In un quadro ancora più pesante rispetto alle precedenti prese di posizione.

Intanto il primo rifornimento di mascherine previsto per oggi non è arrivato all’Asl di Lecce. “Si tratta di una grossa partita… si è deciso di concentrare gli acquisti nella Consip ma finché il sistema va a regime, non si sa quando avremo questi importanti dispositivi”, afferma De Giorgi.

Medici e infermieri, sicurezza al primo posto

Il presidente dei medici indica un altro danno, oltre quelli che si concretizzano con contagi e allontanamento dei professionisti da ospedali e strutture sanitarie proprio quando più ce ne sarebbe bisogno.

“Si sta mettendo a rischio la garanzia del medico curante come la persona a cui rivolgersi per curarsi quando non si sta bene. Per ogni medico che va in quarantena – sottolinea De Giorgi – ci sono tanti pazienti che rimangono da soli, né trovano sostegno altrove (Guardia medica, Pronto soccorso, servizio 118)”.

In crisi il rapporto medico di base-paziente

Con i medici stretti nella tenaglia di essere infetti e diffusori potenziali, si potrebbe persino aprire la strada a denunce per omesso soccorso. “Per questo ribadisco che la situazione è ormai molto critica – insiste il presidente De Giorgi – ed è ormai una priorità assoluta la sicurezza dei medici ospedalieri e di base”.