“Sacro Cuore-Ferrari” ospedali riuniti. L’Asl: “Si può fare. E Gallipoli non perde nulla”

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Gallipoli – L’ipotesi “Ospedali riuniti” tra Gallipoli e Casarano è “tecnicamente percorribile”. A garantirlo ora a “Piazzasalento” non sono solo gli amministratori comunali, gli esponenti del Pd ed il comitato civico di Casarano che se ne sono occupati a più riprese, ma il direttore sanitario della Asl Lecce, Antonio Sanguedolce, all’indomani dell’incontro svoltosi in Regione per provare a “ridefinire” il Piano di riordino, con il direttore del dipartimento “Promozione della salute”, Giancarlo Ruscitti, alla presenza del Sindaco di Casarano, Gianni Stefàno, e del presidente del comitato “Pro Ferrari”, Claudio Casciaro.

«Ne verrebbe fuori un unico polo ospedaliero, decisamente di ottimo livello, spalmato su due strutture. Il “Sacro Cuore”, tra l’altro, – conferma Sanguedolce, rispondendo indirettamente ad alcune opposizioni emerse a Gallipoli – rimarrebbe sostanzialmente così com’è, con Punto nascita e Pediatria, ad esempio». Per arrivare a tale soluzione, oggi osteggiata in riva allo Ionio e un tempo neppure considerata a Casarano, spetta ora al governatore Michele Emiliano ed alla sua Giunta rimettere mano (per l’ennesima volta) al Piano di riordino ospedaliero e far seguire gli atti alle promesse verbali peraltro anticipate agli interlocutori casaranesi (l’“inversione di rotta” era stata anticipata, giusto prima delle ultime elezioni amministrative, dai consiglieri comunali del Pd Attilio De Marco e Gabriele Caputo). Una bozza per garantire la “convivenza” – con pari dignità, si ribadisce – delle due strutture sarebbe già stata elaborata garantendo al “Ferrari” sei posti in Rianimazione ed i reparti di Neurologia , Urologia e Cardiologia oltre ad alcuni ambulatori “potenziati” come quelli di Pediatria e di Endocrinologia pediatrica.

«Se e quando dalla regione dovesse arrivare tale “imput” in termini di provvedimento definitivo, come Asl saremo pronti a rendere operativa da subito la redistribuzione dei reparti e delle specialità secondo una tempistica e un calendario che andrà stilato», conclude il direttore sanitario Sanguedolce.