“Sacro Cuore” di Gallipoli: l’associazione pro ospedale ricorda le carenze vecchie e nuove. Il caso Centro trasfusionale

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Gallipoli – Auguri di buon anno, con l’auspicio di veder risolti alcuni problemi che si trascinano da troppo tempo, come rilevato nei giorni scorsi anche da Cittadinanzattiva e, prima ancora, dal presidente dell’Ordine dei medici di Lecce (su piazzasalento.it).

Auspicando di vedere interrotta la lunga catena delle attese, l’associazione gallipolina “Sacro Cuore di Gesù – Ospedale dell’Arco jonico salentino” presieduta da Giacinto Scigliuzzo, invia una lettera aperta al direttore generale dell’Asl, Rodolfo Rollo.

Lettera aperta al direttore generale Asl

Si tratta in realtà di un sollecito a quanto già evidenziato in una nota del 31 agosto scorso. Richiamando l’antica tradizione gallipolina di bruciare un fantoccio allo scoccare della mezzanotte per archiviare l’anno vecchio, ed i problemi irrisolti, scrivono: “Speriamo che le troppe cose che non hanno funzionato l’anno scorso, possano essere presto un ricordo”.

Le carenze più salienti del nosocomio secondo l’associazione non sono poche. Si parte dal Centro trasfusionale, per il quale ci sono voluti due anni per la conclusione dei lavori, con costi e disagi notevoli ogni qualvolta era necessaria una sacca di sangue (da prelevare da Casarano).

Centro trasfusionale: lavori finiti ma…

Si attende da un mese l’autorizzazione per una pulizia straordinaria dei locali – afferma Scigliuzzo – prima di poter riposizionare le apparecchiature attualmente depositate nei corridoi”.

La nota delle doglianze prosegue evidenziando la carenza del personale medico e infermieristico e degli anestesisti: per quest’ultima ragione non si possono utilizzare a tempo pieno tutte le sale operatorie, le più moderne e funzionali dell’intero territorio dell’Asl, come rimarcato dal presidente dell’Ordine mdei medici, che è anche primario chirurgo a Gallipoli e copertino.

Sale operatorie ultramoderne ma senza personale

Né vanno dimenticate le apparecchiature obsolete e la mancanza della Risonanza magnetica a Radiologia, fino al trasferimento non ancora disposto di Urologia da Casarano a Gallipoli.

La struttura di Gallipoli – conclude la nota a firma di Scigliuzzo – assicura un elevato standard alberghiero, ma il confort di cui beneficiano i degenti ha dei costi. Il sottoutilizzo del complesso comporta un potenziale squilibrio dei conti che si presta a strumentalizzazioni. Il nostro ospedale vuole e deve garantire buona salute. C’è chi fa finta di ignorare che salute non è solo il superamento della fase acuta della malattia. O forse non fa finta, semplicemente lo ignora”.