S. Mauro, “pietreˮ che uniscono

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È Mario Venuti l’artista atteso alla quarta edizione del “Tramonto a San Mauro” targato Metoxè, in programma giovedì 18 agosto a partire dalle 17. Quello dei rifugiati politici è il tema dell’edizione 2016 della manifestazione. «Ogni anno – commenta Simona Mosco, presidente di Metoxè – si dedica l’evento ad una delle tante problematiche che riguardano da vicino i diritti umani. Nel “mare nostrum” perdono la vita troppe persone e sono certa che parlarne non è mai abbastanza». Il cantautore siciliano aggiunge: «La musica è specchio della societá quindi é normale che si sintonizzino sulle stesse onde. Serve se si è convinti che possa servire. Bisogna crederci. In tempi come i nostri lottare contro le discriminazioni è un imperativo a cui non possiamo sottrarci. Ne va del nostro futuro». All’iniziativa parteciperanno anche Alessandra Morelli, delegata dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati. «Si tratta di un’iniziativa ottima – commenta la responsabile Onu per i rifugiati – che apre una riflessione per portare a comprendere le ragioni dell’altro a il valore della pace». La Morelli ha lavorato nei principali teatri di guerra mondiali, Bosnia, Afganistan, Somalia “e ovunque ho sperimentato che isolarsi e frazionarsi alimenta la paura e dà il fianco agli estremismi che minano la pace mondiale. Al contrario la solidarietà scatta quando si conosce l’altro. Alle Olimpiadi di Rio parteciperà una squadra mista composta di rifugiati in un messaggio di opportunità per tutti”. Sarà presente all’iniziativa anche Franco La Torre, storico, ambientalista, pacifista e cooperante internazionale che ha lavorato a lungo in Medio Oriente, Mediterraneo e Africa ed è responsa- bile di Libera Europa e figlio di Pio La Torre, sindacalista e parlamentare comunista autore della legge antimafia che porta il suo nome. Ci sarà anche Fritz Froehlich, esperto di cooperazione internazionale e programmi di sviluppo nel Medio Oriente, cofondatore e direttore esecutivo della piattaforma no-profit con 25 anni di esperienza in programmi di sviluppo e assistenza umanitaria in Medio Oriente con le principali organizzazioni internazionali. Musica e riflessione sui grandi temi coesisteranno sulla collina che accoglie i resti dell’antica abbazia bizantina. «Siederemo tutti sulle “nostre” pietre le stesse che ci porteranno a costruire ponti che uniscono e non muri che dividono» conclude Simona Mosco.