Rocco Scotellaro

“Svegliati bella mia che giorno è fatto, sono volati gli uccelli dai nidi”.

Carlo Levi lo definì il poeta della libertà contadina, e curò sue raccolte e suoi scritti, e molte prefazione dei suoi libri. Italo Calvino lo ricordò con un articolo su l’Unità subito dopo la sua morte. Lo stesso fecero, poco dopo, Pietro Nenni e Tommaso Fiore su L’Avanti, Mario Alicata su Cronache Meridionali, Eugenio Montale sul Corriere della Sera, e così tanti altri negli anni seguenti lo ricordarono per la sua poetica, per il suo meridionalismo e per il suo amore per i più poveri e per il Mezzogiorno.

Vittore Fiore, suo amico leale e sincero, lo convinse, prima della sua morte a scrivere, per Vito Laterza, un libro sulla cultura dei contadini meridionali. Ma le notizie che ci giungono, in questi giorni, da Tricarico rammaricano tutti noi. Difatti, il Sindaco di Tricarico ha deciso di abolire il “Centro Studi Rocco Scotellaro” e di cambiare intitolazione della biblioteca comunale da sempre nota come “Biblioteca Rocco Scotellaro”, dedicandola a Laura Battista. Ieri, con un prezioso articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno, Raffaele Nigro denuncia pubblicamente tale scelta, chiamando tutta la Basilicata ad una mobilitazione collettiva. Io credo che, invece, bisogna mobilitare tutto il Mezzogiorno italiano contro la scelta del Comune di Tricarico.

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È un appello, il mio, che faccio agli uomini e alle donne del Sud, alla classe dirigente di questa terra, ai politici e agli intellettuali, ai docenti universitari e agli studenti, ai lavoratori, a tutti coloro che si sentono scippati del loro futuro e della loro storia.

Si sente la poesia di Rocco Scotellaro che scuote le nostre coscienze e ci dice: “Noi che facciamo?”

Salvatore Piconese, Sindaco di Uggiano La Chiesa

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