Roberto e Antonella, comunque sì

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GALLIPOLI. Sembra un racconto tratto dal libro “Cuore” o da una fiaba di Charles Perrault, l’amore tra Antonella e Roberto: e invece è accaduto realmente e merita di essere raccontato.
Si sono conosciuti (allora appena trentenni) a Firenze nel 2002, facoltà di architettura, poi l’innamoramento, tanti sogni e tanti progetti assieme, quindi la malattia e, in pochi anni, la sedia a rotelle, le paure, i dubbi e le comprensibili esitazioni di Antonella, la decisione drastica di troncare una relazione “impossibile”, per poi arrendersi alla corte serrata di una persona che in fondo pure lei non aveva mai smesso di amare. «Mi ha costretto a fare anticamera per tredici lunghi anni, ma io sapevo che anche lei mi amava e non volevo perderla» esordisce Roberto e pronta, quasi a giustificarsi, la replica di Antonella: «ero appena uscita dall’ospedale con quella diagnosi e sapevo bene a cosa andavo incontro; non volevo coinvolgerlo sino a quel punto, perché la nostra non sarebbe mai stata “una coppia normale”». «A me bastava starle accanto per essere felice, mi dà sicurezza e non ho bisogno di altro: lei mi dà tutto ciò che nessun’altra al mondo potrebbe darmi. Ora che ho lei, potremo costruire assieme il nostro futuro» prosegue deciso Roberto.

E quando l’amore bussa alla porta – si sa – non v’è nulla che possa resistergli, e così è stato anche per loro. Sabato 20 giugno il coronamento del loro sogno, nella chiesa di S.Antonio, a Gallipoli. A celebrare le nozze, il parroco don Salvatore Leopizzi e lo zio di lei, don Primaldo Giaffreda (Chiesanuova).
C’era anche un folto numero di conoscenti e parrocchiani a fare da cornice e gli auguri a questa splendida coppia che, alla ritrosia e alla riservatezza, ha preferito rendere “pubblico” e condiviso.
E che quella di Antonella e Roberto non sarà mai una “coppia normale” c’è da giurarlo, perché la loro è già di per sé “una straordinaria storia d’amore”. Non solo d’amore, ma anche di generosità e di disponibilità senza limiti.