Rivabella di Gallipoli: riaperto il cantiere per costruire un albergo. Dopo anni di abbandono

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Gallipoli – Dovevano finire entro 36 mesi dalla data di rilascio del permesso di costruire (30 luglio 2004), poi imprevisti, anche dolorosi, hanno fatto sì che quanto realizzato in un primo tempo – lo scheletro di un grosso immobile di sei piani – diventasse terra di nessuno, nonostante la recinzione esistente e suscitasse, periodicamente, le proteste dei residenti in località Rivabella, litorale nord di Gallipoli. Adesso i lavori sono ripresi e, salvo imprevisti, dovrebbero arrivare a dotare la città di una struttura ricettiva di circa 400 posti letto, ed a far scomparire la brutta immagine di un edificio mastodontico e tristemente incompiuto.

I nuovi proprietari – subentrati all’imprenditore Giorgio Salvatore Marsano di Matino, scomparso qualche anno fa – sono i soci di una srl denominata “Rivabella”; amministratore unico Marco De Marco di Nardò ma residente a Lecce. La società a responsabilità limitata con sede a Lecce, è tornata al progetto originario – un albergo appunto – dopo che in una fase precedente ci si era orientati verso una struttura ricettiva tipo residence. Non sarà comunque, molto probabilmente, la prossima la stagione che vedrà operativo il nuovo albergo. Oltre alla struttura portante e ad alcuni muri divisori, il resto è tutto da fare.

Si preannuncia laboriosa anche l’operazione di ripulitura da rifiuti e quant’altro della strutture edificata a metà. Sono state frequenti, a tal proposito, le segnalazioni di residenti vicini che hanno segnalato a piazzasalento l’incuria in cui versava lo stabile proprio a ridosso di un residence. Da qui le proteste da quanti lo vedevano diventare un ricettacolo di “rifiuti di ogni tipo” ed un “ricovero di animali randagi”. Fino ad avanzare ipotesi, rivelatesi poi infondate, di un blocco dei lavori a seguito di violazioni urbanistiche. “E’ da 36 anni che vengo qui da Bari per le vacanze – ha scritto una lettrice – e vedere questo scorcio di paradiso, con le sue spiagge caraibiche, così deturpato da una costruzione in abbandono per tutti questi anni è stato un vero dolore”.

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