Ritratto di Teodoro Pellegrino, che a Lecce ha segnato la storia di Biblioteca, Università e Accademia delle Belle arti

816
Teodoro Pellegrino

Lecce – Tre istituzioni culturali – Biblioteca provinciale, Università del Salento e Accademia delle Belle arti – accumunate dalla personalità di Teodoro Pellegrino, nato a Brindisi nel 1908 e scomparso a Lecce nel 1985. Sono tre istituzioni che conservano tracce importanti di Teodoro Pellegrino e che ormai hanno preso il largo, affermate per la qualità della loro gestione, premiate anche dal consenso di pubblico.

Pellegrino è stato unmanager-culturale, uomo di grandi accensioni per concreti obiettivi da raggiungere, di caldi entusiasmi per la città che aveva imparato ad amare. Una città che sapeva sostenere nel dibattito corrente sui giornali circolanti le proprie convinzioni e, non risparmiando la polemica con quelle ad esse opposte, sempre rifuggendo da pregiudizi e prevenzioni, aveva guadagnato nella generale considerazione la stima di intellettuale di provata onestà mentale, che gli valse la medaglia d’oro del ministero della P.I.” (Ennio Bonea , in Apulia, marzo 2000).

Artefice della modernizzazione della Biblioteca provinciale Bernardini

Nel 1995 gli fu intitolata la sala conferenze della vecchia sede della Biblioteca provinciale di Lecce, presso il Collegio Argento. Riconoscimento meritatissimo considerato il suo ruolo di appassionato operatore culturale, direttore della Biblioteca (fondata nel 1863) dal 1935 al 1973. Successo riconosciuto in loco e anche al di fuori dei confini provinciali.

Alessandro Laporta, direttore fino a qualche anno fa della Bernardini scrive che Pellegrino fu “l’artefice della ristrutturazione ‘moderna’ della Biblioteca, consistente, prima del suo mandato, in un disorganico coacervo di libri di natura eterogenea e di provenienza diversa, per lo più monastica”. Guido Piovene, nel suo “Viaggio in Italia” (1957), esalta Lecce e così scrive della Biblioteca diretta da Pellegrino: “La Biblioteca provinciale, riordinata nel dopoguerra, è tra le migliori del Sud, e da essa dipende una biblioteca mobile che penetra nel Salento e che concede libri in prestito”.

Sala lettura Biblioteca Bernardini

Giornalista e curatore dell’emeroteca storica salentina

Pellegrino era anche un giornalista attento e sensibile nei confronti delle piccole e grandi realtà pubblicistiche locali. Scrisse sulla Gazzetta del Mezzogiorno, ma anche sull’Ora del Salento e Rosso di sera, editi dalla diocesi di Lecce, conservando la sua personalità di laico illuminato.

Si deve inoltre a Pellegrino la cura dell’emeroteca storica salentina, che oggi è nuovamente fruibile da studiosi e appassionati, dopo il cambio sede che ha portato al trasferimento da Collegio Argento a un ampio locale al primo piano del Convitto Palmieri, all’interno della biblioteca Bernardini. “È molto importante che questo vero e proprio ‘tesoro di cultura e storia’ possa tornare disponibile all’interesse e anche alla semplice curiosità dei cittadini”, afferma Gabriele De Blasi, bibliotecario della Bernardini da un trentennio.

La nostra Biblioteca, – continua De Blasi – con al suo interno la ricchissima emeroteca, costituisce la ‘memoria storica’ della nostra comunità: un patrimonio unico che merita di essere conosciuto e sempre più valorizzato: anche per rendere omaggio a figure come quella di Teodoro Pellegrino, il quale ha dedicato l’intera sua vita alla crescita sociale e culturale della sua città”.

Le “Celebrazioni salentine” e l’Università

Senza l’impegno di Pellegrino e senza le sue insistenti pressioni presso l’istituzione provinciale degli anni Cinquanta del secolo scorso (il presidente Luigi Martino Caroli e l’assessore alla Pubblica istruzione Vittorio Aymone), forse non sarebbe nata l’Università del Salento, che egli considerava l’occasione per venir fuori dal provincialismo dominante.

Bisognava trovare i modi adatti e per questo pensò di preparare il terreno attraverso le “Celebrazioni salentine”, che attirarono su Lecce l’attenzione di numerosi intellettuali; e il Premio Salento, che diffuse da queste parti i nomi e la fama di Calvino, Silone, Vittorini e Cassola.

Sempre Piovene nel testo citato scrive che le varie attività della Biblioteca convergevano “nelle Celebrazioni salentine annuali: cicli di conferenze, su temi letterari, musicali, giuridici, storici, psicologici; concerti e rappresentazioni teatrali. È una vera Università libera, quella rappresentata dai corsi autunnali, quasi a stabilire il diritto a un’Università legale. Il premio letterario del Salento ha già risonanza tra i nostri premi letterari”.

L’Università fu istituita nel novembre 1955 con la Facoltà di Magistero, frutto del Consorzio provinciale universitario salentino tra Provincia, Camera di Commercio, altri enti economici e alcuni Comuni. Nel 1954, curati da Teodoro Pellegrino, uscirono i volumi intitolati “Le Celebrazioni salentine”, I ciclo (ottobre 1952), Edizione dell’ “Albero”; due volumi per il II ciclo (ottobre 1953), medesima edizione.

Pellegrino e l’Accademia delle Belle arti

L’Università e non solo: Pellegrino ebbe un ruolo anche nell’Accademia di Belle arti, la cui fondazione stimolò e promosse con una serie di articoli sulla Gazzetta del Mezzogiorno e che divenne realtà nel 1960.

Ma lo sguardo dell’illuminato operatore culturale andava oltre e sognava l’Università degli studi umanistici mediterranei a Lecce, con il coinvolgimento di 22 Stati, alcuni affacciati sul “mare nostrum”, altri, interni, collegati in qualche modo alla cultura mediterranea. Basterebbe questo elemento per cogliere la modernità e la “profezia” di Pellegrino.