Ripopolare i borghi per riscoprire radici, tradizioni e identità

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(foto d’archivio)

Alla riscoperta del borgo natio  

“[…] Va’, va’ a starci tu in città. Per me io voglio morire dove son nato; – e pensando alla casa dove era nato, e che non era più sua si lasciò cadere la testa sul petto. – Tu sei un ragazzo, e non lo sai!… non lo sai!… Vedrai cos’è quando non potrai più dormire nel tuo letto; e il sole non entrerà più dalla tua finestra! […] – Io non voglio morir di fame in un cantuccio, o finire in bocca ai pescicani.

– Ringrazia Dio piuttosto, che t’ha fatto nascer qui; e guardati dall’andare a morire lontano dai sassi che ti conoscono. «Chi cambia la vecchia per la nuova, peggio trova». […]”

(Giovanni Verga, dal capitolo XI del romanzo “I Malavoglia”)

 

’Ntoni, ritornato dal servizio militare, si è riunito alla famiglia, ma è molto trasformato, non sopporta più la vita dura di Aci Trezza e dei pescatori: “Io non voglio morir di fame in un cantuccio”, dice al nonno. Di indole inquieta, desidera andarsene in cerca di fortuna. La sua attrazione è per la città, per il nuovo e per i cambiamenti. Il nonno, padron ’Ntoni, è ancorato invece al passato e alla tradizione, alla casa e al paese, non ha fiducia nel progresso: “Chi cambia la vecchia per la nuova, peggio trova”

Le parole di ‘Ntoni fanno pensare a un fenomeno oggi molto diffuso: l’abbandono dei piccoli paesi da parte dei giovani, con il conseguente spopolamento. Sono tanti i centri dimenticati, dove resistono solo gli anziani. Quanta desolazione…

Molteplici le cause: mancanza di lavoro, mancanza di servizi essenziali e infrastrutture. La desertificazione dei borghi è data anche dalle calamità naturali come terremoti e dissesti idrogeologici, dall’isolamento, come avviene nel Sud del Paese, nelle Isole e nelle zone montane.

Tra le conseguenze più tristi, la perdita di identità e delle tradizioni di un luogo. Diversi i provvedimenti legislativi, come la legge 158 del 2017, “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi Comuni”.

La legge prevede misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni, favorendo la riqualificazione e il recupero dei centri storici. Punta a favorire lo sviluppo economico, sociale, culturale e ambientale, promuove l’equilibrio demografico, favorisce la residenza nei borghi, tutela il patrimonio naturale, rurale, storico culturale e architettonico.

Il provvedimento favorisce l’adozione di misure a favore dei residenti nei piccoli Comuni e delle attività produttive insediate, al fine di contrastarne lo spopolamento e di incentivare l’afflusso turistico.

L’insediamento nei piccoli Comuni costituisce infatti una risorsa. Ci sono inoltre provvedimenti relativi alle fusioni e alle tassazioni ridotte, che ben fanno ipotizzare un ritorno al paese.

Andarsene è una scelta talvolta obbligata: “Andrò lontano, dove troverò da buscarmi il pane, e nessuno saprà chi sono” afferma malinconicamente ‘Ntoni nel capitolo XV dei “Malavoglia”. Ma è rimanendo, coinvolgendo gli aspetti emotivi, oltre al recupero e la valorizzazione di beni e tradizioni (mestieri, botteghe, aspetti folcloristico-culturali, lingua), che si può ripopolare un paese.

Sentire il brusio della gente, la comunità in festa, odori, suoni e frastuoni del “natio borgo selvaggio” (Giacomo Leopardi, “Le ricordanze”), un “Borgo fervente d’umano lavoro” (Umberto Saba, “Il Borgo”).

Alessandra Macrì – Taviano