Rinnovo del contratto nazionale, sciopero dei metalmeccanici a Lecce

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Lecce – Chiedono il rinnovo del contratto nazionale scaduto da 10 mesi i metalmeccanici che hanno indetto uno sciopero di 4 ore per giovedì 5 novembre, con presidi in tutta Italia.

Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm a Lecce hanno deciso lo stop nelle ultime 4 ore del turno, e una manifestazione dalle 10 alle 12 davanti alla sede di Alcar (sulla zona industriale di Lecce, in viale Gran Bretagna).

I nodi al centro dello sciopero 

I lavoratori chiedono la difesa dell’occupazione e il rilancio dell’industria metalmeccanica; l’aumento del salario, il miglioramento del welfare, dei diritti e delle tutele; la salute e la sicurezza sul posto di lavoro; la stabilizzazione dell’occupazione precaria e l’introduzione della clausola sociale nei cambi appalti; il riconoscimento delle competenze professionali; la contrattazione dello smart-working e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

William Maruccia

Il rinnovo del Ccnl è di vitale importanza per tutte le lavoratrici e i lavoratori italiani, ma in particolare per chi opera al Sud e in una zona geograficamente marginale come il
Salento”, dichiarano Maurizio Longo (di Surbo), Annarita Morea (di Lecce) e William Maruccia (di Taurisano), segretari generali provinciali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil.

Riprendere la trattativa con Federmeccanica e Assistal – proseguono i rappresentanti sindacali – è fondamentale per tutelare il salario e con esso il potere di acquisto dei metalmeccanici salentini. La scelta di organizzare il presidio davanti all’Alcar, nel pieno rispetto della normativa Covid, è dettata dalla necessità di tenere alta la guardia sulla vertenza più complicata del territorio”.