Gallipoli – La rimozione del pannello informativo di un’associazione politico-culturale su corso Roma diventa un caso politico-legale. Il fatto è accaduto il 16 novembre scorso, intorno all’ora di pranzo. Nel mirino degli addetti comunali una bacheca installata a suo tempo dall’associazione Gallipoli 2012, in prossimità di un noto bar. Ma il provvedimento del Comune, che ha ritenuto abusiva quella struttura, ha trovato subito la resistenza degli associati e del loro presidente, l’avvocato Francesco Colloridi.

Tutto parte il 31 maggio 2013. E’ la data della richiesta inoltrata da “Gallipoli 2012” al Comune per poter installare una bacheca a forma triangolare “con dimensioni di mt.1,00×0,70 per lato destinata all’affissione di informazioni politico-culturali alla cittadinanza”. Il 28 giugno era arrivato il preavviso del diniego da parte del Comune, con la pronta replica dell’associazione il 15 luglio, che richiama quanto previsto dallo statuto comunale (art.6) per cui si contesta l’erronea interpretazione degli uffici nell’individuare l’associazione come una qualsiasi attività commerciale.

L’allora Sindaco Francesco Errico con nota 31 ottobre sempre del 2013, indirizzata per conoscenza anche alla dirigente comunale competente, chiede agli uffici di sospendere la procedura perché il Consiglio comunale sta per adottare un nuovo Regolamento in cui si garantiva spazi “non onerosi” anche ai movimenti e partiti politici presenti nell’assise comunale. In quel momento, nell’assise comunale sedeva in rappresentanza di “Gallipoli 2012” il consigliere Luigi Suez. A ciò si aggiungeva un’ulteriore nota dell’associazione datata 14 novembre dello stesso anno, in cui si faceva presente che si era nel frattempo perfezionato il cosiddetto “silenzio assenso” (art. 20 della legge 7 agosto 1990 n.241).

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Il problema si ripresenta quando il Comune avanza per gli anni ’16 e ’17 “richiesta di pagamento dell’imposta di occupazione di suolo pubblico, che l’associazione respinge nuovamente, rientrando la situazione – a suo dire – in una fattispecie giuridica diversa da quella applicata dal Comune, e cioè occupando uno spazio inferiore al metro quadrato. “La presenza della bacheca non poteva essere considerata illegittima, ma fondata su una regolare autorizzazione – afferma il presidente Colloridi – per cui il verbale in contestazione risulta infondato e va revocato e annullato in via di autotutela”.

Il verbale nelle mani del sodalizio è del Comando di Polizia urbana e ha comminato la sanzione amministrativa di 169 euro, oltre le spese di rimozione. “Inoltre – sostiene Colloridi in tre cartelle di motivazioni del 3 dicembre scorso – ha applicato la sanzione accessoria della rimozione della bacheca, ai sensi dell’art, 20/comma 4 del codice stradale”. Non solo “non vi era pericolo per la circolazione”, ma il Comando dei vigili “ha omesso di invitare a presenziare alla rimozione il destinatario del verbale di contestazione”.

Alla luce di tali considerazioni, Colloridi a nome di Gallipoli 2012, chiede l’annullamento del verbale in via di autotutela, preannunciando ricorso al Prefetto e al Giudice di pace, oltre all’azione ordinaria di “reintegro del possesso della bacheca del quale è stata violentemente e occultamente spogliata, oltre alla richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’organo di polizia stradale”. Particolare curioso: il movimento in quegli anni della nascita aveva sostenuto senza successo come candidato Sindaco l’ex magistrato Aldo Petrucci, il quale di recente era stato invitato a far parte dei “saggi” chiamati a collaborare con l’Amministrazione in carica e col Sindaco Stefano Minerva.

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