“Rilanciare il paesaggio rurale colpito dalla Xylella”, ecco la ricetta della sezione Industrie alimentari di Confindustria Lecce

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Lecce – Mettere insieme agricoltura, turismo rurale e industria agroalimentare di filiera per salvare la campagna salentina messa a dura prova dall’emergenza Xylella. È quanto chiede la sezione Industrie alimentari di Confindustria Lecce. Già al momento della sua elezione, il presidente di sezione Cesare Spinelli (di Parabita) aveva condiviso con i colleghi imprenditori “l’urgenza di lavorare su un Progetto organico di recupero e valorizzazione del paesaggio rurale salentino da proporre alle istituzioni con linee guida e attività da avviare”.

Tale input, contenuto nel Piano di sviluppo economico di Confindustria Lecce, viene ora ripreso e ampliato a beneficio del rilancio del comparto agroindustriale, “che rappresenta e può rappresentare sempre di più un volano straordinario per l’economia salentina, vessata pesantemente dalle conseguenze della pandemia da Covid 19”.

Gli incentivi per il rilancio

«Occorre predisporre degli incentivi – afferma Spinelli – dedicati a chi investe nel recupero delle campagne con progetti integrati che mettano insieme agricoltura, turismo rurale e industria agroalimentare di filiera. Fondamentale in questo percorso sarà la collaborazione con la sezione Turismo di Confindustria Lecce in quanto i valori identitari del patrimonio agroindustriale del territorio si  fondono in un unicum con quello del paesaggio e del complesso dell’offerta turistica».

Per sostenere tali iniziative la sezione conta sull’esperienza del vice presidente Fernando Primiceri, amministratore della Primoljo (di Casarano), che afferma: «La sezione agroalimentare deve ancora superare numerose sfide. Prima fra tutte quella della Xylella, una calamità che sta devastando il nostro territorio, che si espande a macchia d’olio e che, pertanto, va affrontata con leggi speciali. La Xylella ha trafitto e colpito il cuore del Salento, la sua unicità paesaggistica e produttiva. Il patrimonio olivicolo è ormai ridotto ad un terzo e per recuperare quanto è andato perduto occorre intervenire con urgenza, puntando a sostenere l’intera filiera».