Rifiuti umidi, è scontro a Galatone e Nardò. Il nodo: l’impianto di conferimento dei rifiuti umidi dopo due impianti chiusi. E la polemica s’impenna

1433

Galatone – Ore febbrili e polemiche accese nelle città interessate dalla bagarre rifiuti umidi (direttamente e non), in attesa delle decisioni dell’Agenzia regionale per i rifiuti sull’utilizzo del discusso impianto Cave Marra di Contrada Morrone, sulla Provinciale 47 che collega Galatone e Galatina. Il problema è sorto dopo la chiusura degli impianti ad hoc di Ginosa (Taranto) e Lucera (Foggia). Mentre scrfiviano è in corso l’ennesima riunione con i vertici di Ager, commissario Grandaliano (foto, durante un sopralluogo all’impianto di Poggiardo del 31 agosto scorso)

A Galatone la questione diventa tema di dibattito tra tutte le forze politiche, dentro e fuori dal Consiglio Comunale. Continua a tenere da giorni i fari accesi sulla vicenda l’associazione “Galatone Bene Comune”, che di nuovo oggi mette in evidenza la mancanza di chiarimenti da parte dell’Amministrazione sull’impianto in questione, oggetto di numerose segnalazioni nel corso degli anni.

“Sottovalutati gli allarmi lanciati negli anni scorsi. L’impianto nasce nel 2007 in una ‘zona agricola abitata’, e al suo interno esiste una cava abusiva sequestrata nel 2004, con la Provincia che nel 2010 ha imposto al Comune una variante urbanistica mai varata. È già intervenuto il Noe (carabinieri specializzati in reati ambientali, ndr) nel 2012 e nel 2018”, ricostruiscono la situazione dal gruppo presieduto da Sebastiano Zenobini, che oggi rilancia: “Abbiamo appreso che oggi l’Amministrazione è impegnata al tavolo dell’Aro 6 per proporre un impianto di compostaggio pubblico. Perché non condividere i propri piani con i cittadini?”

Pubblicità
Sebastiano Zenobini

Tutti in campo Sabato scorso, invece, il Palazzo marchesale aveva ospitato la conferenza stampa dello stato maggiore di Fratelli d’Italia-Direzione Italia di Lecce, con la presenza dei consiglieri regionali Erio Congedo e Luigi Manca a rimarcare la “responsabilità esclusiva delle Giunte regionali che in 14 anni non sono riuscite a trovare una soluzione”, mentre l’ex sindaco Livio Nisi e la minoranza in piazza Costadura hanno attaccato il Pd locale: “Minacciare di fare lo sciopero della fame contro il proprio partito è solo protagonismo”.

In allarme anche la sezione locale di Forza Italia, che pizzica gli amministratori anche sugli aumenti già avvenuti (circa il 5% con l’entrata in vigore della differenziata spinta) e sugli “errori di notifica” venuti a galla nei giorni scorsi a proposito delle cartelle Tari.

La questione smaltimento tocca anche la vicina Nardò, con i consiglieri d’opposizione che si attivano contro il paventato impianto di compostaggio da realizzare in località Pendinello nella marina di Sant’Isidoro. La scorsa settimana la minoranza di Palazzo Personé ha protocollato una richiesta per un Consiglio comunale monotematico (firmata anche dall’ex sindaco e vicepresidente del Consiglio Antonio Vaglio, foto) sulla possibilità della realizzazione di un sito pubblico anaerobico.

“In questi giorni – scrivono i consiglieri neretini – in una lettera inviata in alcune case dei neretini contestualmente alla bolletta sui rifiuti, si comunica la crescente volontà di voler appioppare al nostro territorio l’ormai noto mega impianto di compostaggio in località Pendinello, a due passi dalla suggestiva marina di Sant’Isidoro”.

L’ipotesi del mega-impianto (si parla di una portata di 50mila – 60mila tonnellate) fu resa ufficiale dal Sindaco Giuseppe Mellone nel Consiglio comunale dello scorso 28 marzo, con il primo cittadino che annunciava la volontà di sottoporne la questione ad un referendum popolare, ipotesi tornata d’atualità con tutto il resto.

Anche Nardò fa parte dei Comuni dell’Aro 6 e con il nuovo piano finanziario l’Amministrazione citadina ha aumentato la tariffa sui rifiuti di circa il 14%.

Pubblicità