Rifiuti umidi, Consiglio comunale aperto a Galatone. Da Nardò un netto “no” all’impianto. La proposta di Casili

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Galatone – Sembra in evoluzione l’impasse dello smaltimento dell’organico, mentre Nardò vede allontanarsi il paventato centro di compostaggio al centro di accese polemiche. Novità importanti quelle che vengono fuori dalla riunione che ancora una volta, ieri, ha visto coinvolti in Provincia a Lecce l’Ager (Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti), i Comuni e i rappresentanti degli Aro interessati a distribuire il proprio organico in un centro di trasferenza salentino, prima di partire alla volta del sito calabrese di Rende, da utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti dopo la chiusura degli impianti di Ginosa e Lucera.

Chiara Vainiglia

Intanto a Galatone, sede del centro di trasferenza Cave Marra (sulla provinciale 47), che continuerà a smaltire l’umido dei comuni dell’Aro 6, ci si prepara al confronto pubblico, con il Consiglio Comunale aperto annunciato dalla presidente Maria Chiara Vainiglia per martedì 25 giugno.

“Alla presenza del Sindaco e dei soli capigruppo di maggioranza, nella totale assenza di quelli di minoranza – fa sapere la presidente Vainiglia – si è proceduto a riconfermare l’iniziale intenzione di convocare un’adunanza aperta al fine di confrontarsi, con le diverse Associazioni presenti sul territorio, sul tema della trasferenza e dello stoccaggio dei rifiuti”.

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“Nardò non ospiterà nessun impianto” ha fatto sapere ieri tramite una nota l’assessore all’Ambiente neretino Mino Natalizio, rendendo noto il ritiro della candidatura del Comune di Nardò alla realizzazione del centro di compostaggio richiesto ad ogni Aro dal bando regionale: “Il Comune ha ritirato la propria candidatura a ospitare l’impianto (che sarebbe stata soggetta comunque a una consultazione popolare) non solo sul sito prescelto, ma su tutto il territorio comunale” scrive Natalizio.

L’assessore neretino  (foto) punta il dito contro “le polemiche, la strumentalizzazione e la demagogia della parte peggiore della politica cittadina, provinciale e regionale, che fa passare come una discarica impattante un impianto di questo tipo”, evidenziando però la linea dell’Amministrazione sulla chiusura del ciclo dei rifiuti: “Noi crediamo negli impianti pubblici di compostaggio, unica soluzione sostenibile dal punto di vista ambientale, che garantirebbe risparmi ai cittadini e benefici in termini ambientali”.

Esulta l’opposizione di Palazzo Personé, che proprio due giorni prima aveva chiesto un Consiglio monotematico sulla questione, e parla di “una vittoria non nostra, ma dei cittadini e del nostro ambiente, della salute dei nostri figli e della bellezza del nostro territorio”, ma vorrebbe far mettere tutto nero su bianco: “Il Consiglio Comunale esprima la propria contrarietà alla realizzazione di questo impianto tramite la nostra proposta di delibera” chiedono Siciliano, Piccione, Mita, My, Marinaci e Falangone.

L’altro giorno sulla vicenda era anche intervenuto il consigliere regionale Cristian Casili (foto), neretino in quota Movimento Cinque Stelle: “La strada giusta non è quella della realizzazione di impianti anaerobici di grosse dimensioni vocati più al recupero di energia che alla produzione di compost di qualità” aveva commentato il pentastellato, chiedendo di operare le scelte impiantistiche “sulla base del principio di prossimità e di autosufficienza della gestione, abbassando il carico e la pressione sulle matrici ambientale”.

 

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