Rifiuti, la tassa fa il botto e scoppia la polemica sui colpevoli. “Tradite le promesse elettorali”. “No, sono debiti vostri”

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Giuseppe Mellone

Nardò – Palazzo Personè annuncia l’aumento della Tari, la tassa sui rifiuti, e scoppia la polemica. L’aumento si tradurrà in un +13,98% per ogni utente ed è dovuto, si difende il Comune “soprattutto a spese per contenziosi storici dell’Amministrazione comunale risalenti, addirittura al 2010, ma anche alle nuove regole che impongono a chi paga regolarmente di coprire il ‘buco’ di bilancio causato dai morosi”.

Due i debiti pregressi ai quali si fa riferimento Il primo è quello con la società “Progetto Ambiente” che ha “ritoccato” le tariffe di conferimento nell’impianto di Cavallino, un macigno piovuto nei mesi scorsi su tutti i Comuni della provincia di Lecce. A conti fatti, per il Comune neretino si tratterà di sborsare un conguaglio di 1milione e 400mila euro che l’Amministrazione comunale spalmerà in sette annualità per alleggerire il carico sull’utenza.

Il secondo debito è il cosiddetto Tefa, tributo provinciale per il quale il Comune di Nardò ha dal 2010 un’esposizione debitoria nei confronti della Provincia di Lecce di circa 1milione 200mila euro (in questo caso “spalmati” in quattro annualità).

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Con queste argomentazioni Sindaco e Giunta proveranno a convincere cittadini e Consiglio comunale di giovedì 28 marzo, nel quale verranno votati tali aumenti.  «Siamo riusciti a ridurre all’osso l’aumento che deriva da normativa e contenziosi – ha spiegato nei giorni scorsi Giuseppe Mellone – e che incide su un importo fortemente ridimensionato: risulta provvidenziale la riduzione del 10% della Tari, che abbiamo voluto nel 2017 e confermato l’anno scorso, grazie a una intelligente razionalizzazione dei costi, in accordo con il gestore. Quel 10% in meno rende modesto l’aumento di questa annualità, in cui siamo costretti, ancora una volta, a mettere le pezze a situazioni debitorie che risalgono al 2010″.

Attacco all’opposizione “In più c’è la genialata del governo Renzi, che costringe i pagatori a coprire i debiti di chi non paga. Una situazione incresciosa che pesa fortemente in una città dove, prima di noi, la lotta all’evasione era uno slogan elettorale», insiste Melone, che poi apre un altro fronte: la questione impianto di compostaggio in territorio neretino.

L’impianto di compostaggio rifiutato «Avremmo potuto fare un enorme “investimento” per il futuro – rimarca il primo cittadino – accettando di ospitare sul nostro territorio l’impianto pubblico di compostaggio, costruito dalla Regione Puglia, che ci avrebbe permesso di ridurre considerevolmente i costi di conferimento che oggi arricchiscono i privati, ma la solita opposizione preconcetta ed allarmista di una parte della politica neretina ci ha costretti a non farlo».

Roberto My

“Dov’è finito il taglio del 30% della tassa?” Ovviamente le versioni fornite dal Sindaco non convincono l’opposizione consiliare tutta intera che, nell’attesa di contestare in Aula con proprie argomentazioni, si pronuncia attraverso le reti sociali e i comunicati stampa. In una diretta Facebook i consiglieri comunali di minoranza hanno definito “vergognoso” l’aumento annunciato, ricordando come il Sindaco nella sua campagna elettorale 2016 promise alla città una diminuzione della bolletta dei rifiuti del 30%.

«Il 90% del debito maturato – sostengono i sei consiglieri di minoranza Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione, Roberto My, Paola Mita, Giancarlo Marinaci e Carlo Falangone – è da ascrivere solo ed esclusivamente alla gestione Mellone. La precedente Amministrazione ha saldato tutto ciò che c’era da saldare per 1.300.000 euro. A testimoniarlo ci sono le carte».

Paola Mita

Il “mea culpa” della consigliera comunale di Forza Italia Paola Mita, che nel 2016 era accanto all’attuale Sindaco e fino a pochi mesi fa ha fatto parte della maggioranza. «Io – scrive la Mita su Facebook – non mi nascondo o tento di scappare da responsabilità: c’ero quando nel programma elettorale del 2016 del Sindaco Mellone si parlava della riduzione del 30% in 5 anni della tassa sui rifiuti, i debiti non possono essere imputati tutti agli anni precedenti. Non servono “scusanti” ai cittadini, ma servono scuse!».

“Scovati 1.338 evasori” A poche ore ormai dalla riunione del Consiglio comunale che si preannuncia piuttosto intensa anche per l’altro argomento spinoso, la Ztl, Mellone infine è tornato sull’argomento ed ha ribadito che dal 2016 a oggi l’aumento è stato di soli dieci euro a causa “dei fantasmi del passato che non stanavano gli evasori (con noi 1.338 nuove utenze individuate in tre anni) e dei debiti lasciati in eredità sempre dai soliti incapaci, con la sentenza Progetto Ambiente e altri debiti”.

 

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