Rifiuti e indagini pronti i rilievi aerei

1567
Il corteo di protesta del 24 novembre scorso quando in centinaia scesero in piazza per rivendicare “verità e giustizia” sulla questione dei rifiuti tossici: a distanza di sei mesi si attendono le prime risposte
Il corteo di protesta del 24 novembre scorso quando in centinaia scesero in piazza per rivendicare “verità e giustizia” sulla questione dei rifiuti tossici: a distanza di sei mesi si attendono le prime risposte

CASARANO. Lo scorso novembre Casarano si mobilitava per chiedere “verità e giustizia” sulla questione rifiuti. Si temeva (e si teme) che sul territorio comunale, e non solo, possano essere stati interrati, nel corso degli anni, rifiuti tossici. Da allora sono passati sei mesi e, finalmente, i velivoli della Guardia di finanza sono pronti a perlustrare la zona tra Casarano, Supersano, Cutrofiano e Scorrano a caccia di conferme (o magari smentite)  su quanto affermato dal collaboratore di giustizia Silvano Galati. Si tratta dell’operazione promessa dalla Procura e, finora, rinviata perchè i terreni zuppi di pioggia, o comunque umidi, alterano i dati dei computer. Quanto appurato nelle scorse settimane tra San Gregorio, Alessano e Scorrano, intanto, non fa altro che confermare i primi sospetti.

Se “la falda non conosce la geografia”, come affermato dal sindaco di Ruffano Carlo Russo, il dubbio è quello che Casarano (con il suo territorio e le sue aziende) possa essere legata a doppio filo con la questione. «Ciò che è stato scoperto nel Capo di Leuca fa pensare ma simili paure le abbiamo anche per Casarano», afferma Alessandra Isernia del comitato “Liberi dai veleni e dai rifiuti tossici”. I dubbi restano, ed anche tanti, circa il reale coinvolgimento delle aziende del Tac nello smaltimento (quanto meno) irregolare di pellami e scarti di lavorazione. A Scorrano, però, lungo la Provinciale per Supersano, i rifiuti sotterrati (anche a otto metri di profondità) sono di ogni tipo: da plastiche a copertoni logori a inerti edili e olii esausti oltre all’immancabile amianto e a pellami.

«Quest’area non è lontana da quella indicata dai pentiti di mala e questo allarma ancor di più», afferma ancora la Isernia nell’anticipare che novità, e non certo positive, dovrebbero essere rese note “a breve” nell’area di Ugento circa la presenza di nuovi siti sospetti. Intanto nei giorni scorsi, proprio il sindaco  di Ugento, con quello di Acquarica del Capo e di altri centri della zona, ha preso parte all’incontro organizzato a Tiggiano dal “Centro servizi volontariato Salento” per dibattere della questione con le associazioni impegnate da tempo sul tema dei rifiuti, e tra queste molte fanno parte del Comitato. Intanto, nei giorni scorsi, l’onorevole Salvatore Capone (Pd) ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dell’Interno sollecitando “un’azione integrata per la tutela dei territori offesi e della salute delle popolazioni”, richiamando le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e l’azione delle ultime settimane della Procura.