Poggiardo – Rifiuti domestici “umidi” conferiti nell’impianto sbagliato, altra tappa di avvicinamento alla soluzione del problema di cui paga le conseguenze Poggiardo e Giuggianello in particolare a causa dei cattivi odori: riunione del Consiglio comunale aperto il 13 novembre prossimo alle ore 18. Lo ha convocato il Sindaco Giuseppe Colafati d’intesa con Bari: vi parteciperà infatti il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Ma della partita che dovrebbe aprire la strada all’individuazione di impianti per il trattamento degli scarti umidi nelle vicine province di Brindisi e Taranto (la soluzione più probabile) saranno anche numerosi Sindaci dei 46 comuni che formano il bacino Lecce 2.

Fanno parte di questo bacino e quindi conferiscono i rifiuti differenziati secchi presso l’impianto della società Progetto Ambiente 2, gli abitati di Alezio, Andrano, Aradeo, Bagnolo del Salento, Botrugno, Cannole, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Castro, Collepasso, Corigliano D’Otranto, Cursi, Cutrofiano, Diso, Galatina, Galatone, Gallipoli, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Martano, Melpignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nardò, Neviano, Nociglia, Ortelle, Otranto, Palmariggi, Poggiardo, San Cassiano di Lecce, Sanarica, Sannicola, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Seclì, Sogliano, Cavour, Soleto, Spongano, Sternatia, Supersano, Surano, Tuglie, Uggiano la Chiesa, Zollino.

La situazione precaria è assurta agli onori della cronaca un paio di mesi fa con la protesta di Poggiardo e dei suoi abitanti per l’invasione di aria puzzolente per alcune ore del giorno e durante l’estate. Proteste di cittadini, di gruppi preoccupati per la salute, iniziative degli amministratori locali hanno accelerato la maturazione di un problema causato dal fatto che all’impianto in contrada Pastorizze, arriva oltre il 40% di umido, anche per l’assenza in provincia di Lecce di una struttura idonea. L’avviso pubblico della Regione, come si ricorderà, avevo visto in un primo tempo la disponibilità dei comuni di Nardò e Soleto poi ritirata. Sono scattate in queste settimane diffide e appelli, anche con il sostegno dell’Ager (agenzia regionale per la gestione dei rifiuti) che aveva chiesto ai 46 Comuni di far sapere a quanto – in via presuntiva – poteva ammontare la frazione umida per poi indicare ai vari Enti la destinazione.

Pubblicità

In attesa del Consiglio del 13, infine, in cui si farà chiarezza anche su quanti Comuni hanno fornito all’Acer i dati richiesti con diffida (una precedente assemblea aveva registrato numerose assenze), stanno per essere montate le tre centraline – due sul versante nord di Poggiardo, una a sud – che d’intesa con Acer, l’azienda concessionaria del servizio rifiuti si è impegnata ad installare per raccogliere dati sulla natura delle emissioni odorigene che, in questi periodi, sono per fortuna meno pesanti e diffuse, almeno sino alla prossima primavera.

(nella foto il Sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati)

Pubblicità

Commenta la notizia!