Rifiuti da eliminare nell’Area tutelata tra Sannicola e Galatone: “Italia nostra” chiede di non lasciare soli i proprietari dei fondi

387
I carabinieri in un’operazione dell’Area Sic Montagna spaccata e Rupi di San Mauro 

Sannicola – Il Comune chiede ai proprietari dei fondi con rifiuti abbandonati di provvedere alle necessarie operazioni di bonifica, ma “Italia nostra” propone di valutare soluzioni alternative. Il problema è il solito legato al deturpamento dell’ambiente, in alcune zone più di altre, come nel Sito di interesse comunitario “Montagna spaccata e Rupi di San Mauro”.

«Sui terreni in questione, ma anche su diversi altri circostanti ricadenti anche nel Comune di Galatone, si svolge da molti anni un’intensa attività di smaltimento abusivo di rifiuti speciali, ingombranti e pericolosi che spesso vengono bruciati, magari con l’intento di eliminare le tracce della loro provenienza», fa sapere Marcello Seclì, presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra. Dello scorso 7 settembre è l’esposto con il quale la stessa associazione ha illustrato la situazione.

Marcello Seclì

A breve, come previsto dalla legge in questi casi, un’ordinanza del Sindaco imporrà ai proprietari dei fondi il ripristino dello stato dei luoghi, per rifiuti molto probabilmente smaltiti da altri, ma proprio in considerazione dell’ampiezza delle aree e dell’assenza di sufficienti controlli, “Italia nostra” propone la convocazione di un incontro (nelle forme consentite dalle disposizioni anti-contagio) con gli stessi proprietari e gli enti coinvolti “al fine di approfondire le procedure operative”. Ciò sia perchè le spese da affrontare sarebbero consistenti, sia perchè i fondi in questione risultano nella maggior parte intestati a diversi proprietari, “in alcuni casi irreperibili”.

Si chiede, dunque, di non gravare l’onere della bonifica di tali aree esclusivamente sui proprietari dei terreni, tanto anche in considerazione delle azioni di tutela previste dal Piano di gestione, adottato per l’Area Sic dalla Giunta regionale il 22/12/2008, e non attuate.

Tra queste proprio l’eliminazione delle aree di degrado dai rifiuti, “la creazione di aree cuscinetto a protezione degli habitat dalla pressione antropica e di reti ecologiche connettive attraverso rinaturalizzazioni a macchia mediterranea” oltre alla promozione di azioni divulgative e di informazione per il recupero dell’architettura rurale.