Ricerca, nuove produzioni e creatività: così si riparte dopo la Xylella. Da Gagliano del Capo

1144

Gagliano del Capo – Passa dalla ricerca scientifica la speranza per il comparto olivicolo salentino e pugliese di ripartire dopo la devastazione portata sul territorio dalla Xylella. E fra le aziende che fin da subito hanno percorso questa strada c’è sicuramente Forestaforte di Giovanni Melcarne, che a Gagliano del Capo porta avanti una tradizione di famiglia da 500 anni legata alla terra e agli ulivi.

Una tradizione che oggi deve però fare i conti con alberi ridotti allo scheletro di quello che erano e trovare nuove strade. Come si va avanti quando si è investito tutto su un settore quasi cancellato nel giro di pochi anni?

Studi sui semenzali e innesti, due strade possibili

Cerchiamo di sopravvivere – spiega Melcarne –, purtroppo non siamo ancora ripartiti del tutto. Però non ci perdiamo d’animo, continuiamo a puntare sull’innovazione, con il miglioramento genetico delle cultivar di ulivo, e sul lancio di nuovi prodotti. Soprattutto continuiamo a lavorare al fianco della ricerca, perché per uscire dal disastro Xylella le risposte che verranno dalla scienza sono imprescindibili”.

Giovanni Melcarne

I progetti ci sono, sostenuti anche dalla Regione. “Quattro anni fa, da una mia idea e con un mio finanziamento – prosegue Melcarne –, il Cnr ha avviato la ricerca sui semenzali spontanei nati sul territorio e sugli innesti, due strade da percorrere per far ripartire la produzione del nostro olio. Nel frattempo, io personalmente nella mia azienda ho iniziato un lavoro di incroci di varietà al fine di ottenere cultivar resistenti nate in Salento. È un percorso lungo, che si amplierà probabilmente nel prossimo futuro con il coinvolgimento di altre aziende private che vorranno investire sulla ricerca”.

I risultati? Difficile valutarli nell’immediato. “Per il momento i dati che abbiamo sono ancora provvisori, ci sono delle risposte positive se le piante vengono innestate prima dell’arrivo della Xylella. Non a caso, la stessa Regione Puglia ha emanato un bando da 5 milioni di euro per sperimentare gli innesti su vasta scala, principalmente nella piana degli ulivi monumentali. Va detto però che sul fatto che questo metodo funzioni davvero non ci sono al momento evidenze scientifiche, ma solo indicazioni positive”, precisa Melcarne.

Ricerca e produttori: orologi a velocità diverse

Valutare la resistenza e la resa di nuove cultivar non è una cosa semplice. È un discorso da fare sul lungo periodo, perché l’olivo non è una pianta annuale, per arrivare a produrre richiede tempo”.

Proprio i tempi sono il problema, quelli di cui la ricerca ha bisogno e quelli che gli olivicoltori non hanno più. “La ricerca ha i suoi tempi, ma il disastro nelle aziende è già in essere ed è enorme. Purtroppo i tempi delle aziende agricole non combaciano con quelli della ricerca. Però è importante aver iniziato questo percorso, prima o poi i risultati positivi arriveranno”.

Mentre si spera di far rinascere gli uliveti, gli agricoltori devono guardare anche ad altri tipi di produzione. Melcarne è chiaro: “Leccino e Favolosa non possono rappresentare il futuro di questo territorio, perché non possiamo puntare tutto su due sole varietà e perché al momento non sappiamo come resisteranno e quale sarà il loro destino fra qualche anno. Per questo credo che puntare sulla biodiversità e diversificare la produzione può essere la strada per sopravvivere, anche per aziende come la mia, finora prettamente olearie: io stesso, infatti, ho iniziato a sperimentare impianti di fioroni”.

Olio “d’autore” e spalmabile

A valorizzare la qualità interviene poi anche la creatività. Così il Dop Terra d’Otranto prodotto da Forestaforte (unico Dop del Salento) si vede oggi impreziosito da una confezione artistica che lo esalta come prodotto di nicchia. “Abbiamo lanciato in questi giorni una nuova bottiglia in ceramica, decorata dall’artista Francesco Melcarne Casi con disegni che riproducono i fiori di alcune piante del Mediterraneo”, racconta Giovanni Melcarne.

L’olio Dop Terra d’Otranto di Forestaforte in bottiglie di ceramica decorata

Ulivo, cicoria, lampascione, cappero e cipolla campeggiano su queste bottiglie di design, che fanno dell’olio un articolo da regalo e solleticano l’appetito dei collezionisti: “Nonostante questi mesi siano in genere poco movimentati per il mercato dell’olio, le bottiglie in ceramica stanno riscuotendo grande successo. E gli ordini fioccano, non solo dall’Italia, ma anche dall’estero, in primis Germania e Francia”.

E c’è un’altra novità in cantiere: “Entro giugno lanceremo un nuovo prodotto da noi inventato, l’olio spalmabile. Ci stiamo lavorando da 4 anni e abbiamo finalmente ottenuto il brevetto. Si tratta di un olio con piccolissime quantità di cera d’api biologica ed è ottimo anche per sostituire il burro nelle pastefrolle e in altre preparazioni”.