Riassunto uno dei licenziati dopo l’interdittiva antimafia da Gial Plast. Il sindacato: “Il primo di una serie”

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Gallipoli – Reintegrato nel suo posto di lavoro col recupero delle retribuzioni relative al periodi decorrente dal licenziamento del 28 aprile scorso. Sebastiano Caiffa, 57 anni, gallipolino residente ad Alezio, è il primo degli operai ecologici allontanati dal posto di lavoro dalla Gial plast di Taviano, che rientra in azienda per sentenza del Tribunale di Lecce cui si era rivolto con un ricorso il 28 giugno.

Il giudice, la dottoressa Maria Gustapane, dopo l’udienza svoltasi il 7 agosto, si è pronunciato in maniera netta a favore del ricorrente: “Il licenziamento intimato appare ingiustificato per insussistenza del fatto addebitato e per manifesta insussistenza del motivo oggettivo”.

“Motivi insussistenti” ha stabilito il giudice 

Ha precedenti pesanti anche Caiffa, come altri addetti ai servizi di nettezza urbana e igiene ambientale; come altri, ha dovuto fare i conti con la giustizia per quel clima pesante e torbido degli anni a cavallo tra il 1980 e il 1990, con una presenza marcata sul territorio della criminalità organizzata. Le condanne (per estorsione ed altro) anche in questo caso sono state scontate fino all’ultimo giorno ed i conti con la società saldati, secondo i principi stabiliti nelle leggi.

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Poi la vita aveva ripreso il suo corso e – come per altri licenziati con simili percorsi – il reinserimento sociale era avvenuto tanto che dal 2001 ha lavorato in questo settore alle dipendenze di varie ditte prima di essere assunto  dall’azienda tavianese a tempo indeterminato il 13 dicembre scorso.

Ora il Tribunale ha rilevato che quei trascorsi, peraltro molto lontani, non possono essere alla base di un licenziamento. Esultano ovviamente gli altri interessati alla complessa vicenda, in cui peraltro, l’interdittiva antimafia emanata dalla Prefettura di Lecce che aveva colpito la Gial Plast è stata sospesa in sede giudiziaria (è stato nominato dal Tribunale un commissario giudiziario che segue da vicino la gestione dell’azienda).

Esulta anche il sindacato Cobas. “La sentenza è favorevole al lavoratore intimando alla Gial Plast il reintegro sul posto di lavoro e il pagamento delle mensilità perse da maggio ad adesso. Le motivazioni del giudice – si sottolinea in una nota – sono le considerazioni espresse dal sindacato Cobas fin dal primo giorno di questa triste vicenda. Soprattutto dopo la sospensione della misura di interdittiva antimafia emanata dalla Prefettura di Lecce da parte del Tribunale Lecce”.

La battaglia giudiziaria, promette il sindacato di base, proseguirà. Secondo i dati emersi, sarebbero circa trenta i lavoratori colpiti da licenziamenti, di cui una decina tra Gallipoli ed Alezio.

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