Renato Moro, giornalista “autorevole, scrupoloso, mai di circostanza”. A Galatone i funerali

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Galatone, i funerali di Renato Moro (foto Nuovo Quotidiano di Puglia)

Galatone  – Sguardi increduli che si cercano per darsi conforto e dare l’ultimo saluto all’amico e al collega andato via troppo presto. Si sono svolti questa mattina nella chiesa del Sacro Cuore a Galatone, sua città natale, i funerali di Renato Moro, il caporedattore “anima” e firma d’eccellenza del Nuovo Quotidiano di Puglia, scomparso ieri a Lecce per un malore improvviso all’età di 60 anni.

In tanti hanno espresso parole di sincero cordoglio e di ammirazione per le sue indiscusse doti umane e professionali. «Renato è nato giornalista. Perché giornalisti si nasce o si diventa, ma non è mai la stessa cosa. Lui ci era nato», hanno scritto i suoi colleghi di Quotidiano nel dare ieri mattina sul sito la notizia che mai nessuno immaginava di dover battere.

“Voce autorevole del territorio”

«Moro è stato una voce autorevole di questo territorio e una delle professionalità più in vista della scrittura e dell’organizzazione giornalistica del Salento», scrive il rettore dell’Università Fabio Pollice nel ricordare le tante volte in cui Moro “è stato ospite delle iniziative didattiche e di ricerca dell’Università del Salento, trovando sempre il tempo,  nonostante il suo pressante impegno di caporedattore centrale di Quotidiano, per discutere con docenti e studenti dei nostri corsi dei problemi dell’informazione in un periodo di enormi cambiamenti come quello che stiamo attraversando”.

«Le straordinarie capacità professionali, il suo coraggio, la sua passione nel raccontare e nel guardare una realtà complessa, rendono ancora più doloroso il distacco in un momento in cui la cronaca e tutta la comunicazione, attraverso i media, assumono rilevanza decisiva», fa sapere Donato De Giorgi, presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce.

“Giornalista serio e  scrupoloso, mai fazioso”

«Il Salento, la nostra Galatone perde un giornalista serio, scrupoloso, attento, curioso. Perdo un amico vero, lunedì l’ultima telefonata per scambiare alcune battute sull’evolversi dell’emergenza e sempre pronto ad incoraggiarmi nel lavoro per la mia Città. Non ci sono parole», ha scritto su Facebook il sindaco di Galatone, Flavio Filoni.

«Moro era un giornalista attento, profondo conoscitore di tutte le dinamiche del Salento. Non aveva mai lesinato inchieste e non si limitava a dare notizie. Personalmente lo stimavo molto per la sua competenza e per il suo scrivere arguto, ma senza mai essere fazioso. Una grave perdita», scrive l’europarlamentare di FdI Raffaele Fitto.

“Un giornalismo autorevole e pacato”

Il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, Fernando Filograna, ne ricorda “la professionalità e l’umanità, l’attenzione e la sobrietà”. La senatrice Teresa Bellanova (“Italia viva”) parla di “ferita inverta nel giornalismo pugliese e in quanti hanno imparato, in trent’anni di impegno e professione rigorosi e ineccepibili, a conoscere Renato Moro e a seguirlo, amando ben presto la chiarezza della scrittura, la lucidità dell’analisi. Un giornalismo autorevole, pacato, uno stile mai gridato o esibito, per questo stesso riconoscibile, perfettamente capace di situarsi nel cuore delle cose e di questa terra che amava, restituendole nella loro verità, criticità, difficile complessità».

«Questo tempo non risparmia. Fa male. Ciao Renato, non eri solo una voce autorevole del giornalismo pugliese, attenta, scrupolosa, profonda, ma un uomo giusto e un padre e un marito esemplare. Mancherai», scrive la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone. «Se ne va una colonna portante del giornalismo salentino» commenta Roberto Tanisi, presidente del tribunale di Lecce.

“Una bella penna, mai di circostanza”

«Oggi – dice Cristian Casili, vicepresidente del Consiglio regionale pugliese – è una triste giornata. Con Renato avevo stabilito un bel rapporto. Uomo silenzioso, timido ma molto riflessivo. Una bella penna quella di Renato, sempre attento al nostro territorio, e anche quando si spingeva in modo acuto e critico verso le contraddizioni della politica ne apprezzavo la sua onestà intellettuale, quella dei giornalisti veri, che non hanno paura a raccontare senza filtri la propria visione».

«È un giorno triste per la provincia di Lecce tutta. Non parole di circostanza, ma il ricordo di una delle penne simbolo della nostra terra, nel segno della serietà, della professionalità e della correttezza», ricorda il presidente della Provincia (e sindaco di Gallipoli), Stefano Minerva. Marcello Seclì, presidente Italia Nostra Sud Salento: «La sua disponibilità, il suo temperamento e la professionalità lo hanno sempre contraddistinto ponendo la sua attenzione alle questioni ambientali con l’acume e laicità di un professionista».

“Voce storica”

È la segretaria generale Valentina Fragassi ad esprimere il cordoglio dell’intera Cgil Lecce: «Il Salento perde una voce storica, una penna formidabile nel raccontare vizi e virtù dei salentini, pregi e difetti del territorio, uno sguardo alternativo, lontano dal livellamento culturale e dalla superficialità a cui la modernità ci ha abituato. Non avevamo sempre le stesse idee, ma molto spesso i nostri punti di vista combaciavano. La sua carriera ha contraddistinto la crescita del Nuovo Quotidiano di Puglia e con essa lo sviluppo contraddittorio di un territorio e la maturazione di tanti professionisti dell’informazione che a lui, maestro di giornalismo, devono tutto».

Dalla Uil Lecce il ricordo del segretario Salvatore Giannetto: «Moro è stato un giornalista visionario dell’informazione, attento e puntuale, sempre coerente ed impegnato a raccontare ambizioni e contraddizioni di questa terra. La mia stima nei suoi confronti è da sempre immensa per la sua capacità di analizzare e di andare a fondo a tutti i temi, non lasciando nulla al caso e richiamando ai doveri di buoni amministratori, quando serviva, a destra o a sinistra. Un Professionista con la “P” maiuscola, lascia un vuoto gigantesco in tutti noi e nel mondo dell’informazione. L’auspicio è che i tanti colleghi che lo hanno conosciuto possano continuare a seguire il suo esempio e così tenere alto, nel suo ricordo, l’onore del giornalismo salentino».

“Acuto, mai banale”

«Renato Moro – scrive il segretario nazionale di Fnsi, Raffaele Lorusso – era un collega innamorato della professione. Rigoroso, attento, profondo nell’analisi e acuto nei giudizi, mai banale. La sua improvvisa scomparsa ci lascia attoniti. Alla moglie e collega Anna Rita Invidia, ai figli, ai familiari e a tutta la comunità del Nuovo Quotidiano di Puglia giunga l’abbraccio della Federazione nazionale della stampa italiana e mio personale». «Un’infinita tristezza per Renato che non c’è più. Un giornalista di razza, un amico, diretto, corretto, leale, allergico al “politicamente corretto”. Mancherà molto non solo ai colleghi di Quotidiano ma al giornalismo pugliese come esempio di indipendenza e rispetto nei confronti dei lettori», dichiara il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Puglia, Piero Ricci.

Renato Moro e Fernando D’Aprile

Il direttore di Piazzasalento Fernando D’Aprile ricorda il collega di tanti anni di lavoro a Quotidiano: «Se qualcuno mi avesse chiesto quanti anni avesse Renato, io non avrei risposto: non lo so. Sono rimasto inchiodato a quegli occhi apparentemente sfuggenti delle prime volte, a quella timidezza declinata poi in gentilezza d’animo, a  quell’incedere fintamente trasandato di uno a cui non sfuggiva nessun particolare nella situazione data. Acuti e curiosi quegli “occhi ricci”, portati naturalmente al sorriso. In quella galleria di personaggi, noi inclusi ovviamente, frequentata per trent’anni e oltre. Il tempo lo trovavamo sempre. Non questa volta».