Presicce – Il problema dei miasmi dalla origine ancora incerta  è stato nella giornata odierna al centro dell’audizione della V Commissione Ambiente della Regione, come , richiesto dal consigliere regionale Sergio Blasi (Pd) di Melpignano. Nel corso della riunione sono stati ascoltati i Sindaci del comitato intercomunale di Presicce, Acquarica del Capo, Alessano, Salve e Morciano di Leuca, nonché i rappresentanti dell’Arpa e della Asl Lecce. Al tavolo, nonostante la convocazione ufficiale, era assente l’impresa Ecolio2 che, in una nota, ha fatto presente alla Regione di riservarsi, in caso di necessità, ogni opportuna azione legale.

I sindaci hanno espresso il forte malcontento della popolazione interessata che lamenta da anni la percezione di miasmi sempre più insistenti e fastidiosi, rispetto ai quali viene chiesta una verifica attenta e puntuale dell’impatto emissivo e odorigeno, per accertare in particolare le eventuali implicazioni per la  salute. Dopo il recente tavolo tecnico che ha avuto luogo nella Provincia di Lecce, è stata decisa una procedura straordinaria dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) sulla Ecolio2, ditta partita inizialmente con un’autorizzazione per lo smaltimento delle acque di vegetazione, per consentire un controllo sistemico da parte dell’Arpa.

Sergio Blasi

Il consigliere Blasi ha stigmatizzato l’assenza dei rappresentanti dell’azienda e ne ha chiesto la riconvocazione, unitamente alla Provincia di Lecce che risulta proprietaria nella zona interessata di un depuratore gestito da Aqp. Inoltre, Blasi ha chiesto l’acquisizione della documentazione relativa all’autorizzazione Aia rilasciata in precedenza.

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All’incontro era presente anche il Consigliere regionale Antonio Trevisi, il quale ha ricordato che già due anni fa il Consiglio regionale aveva approvato una mozione, proposta dal gruppo M5S, per l’intensificazione dei controlli e del monitoraggio del suolo del Salento che fino ad oggi è rimasta inapplicata. “L’Arpa – spiega il pentastellato – non ha ancora avviato i monitoraggi per la fonte delle emissioni a causa della carenza di personale, inoltre, riteniamo gravissima l’assenza in Commissione della Provincia di Lecce e della società Ecolio 2, a cui avremmo voluto chiedere se sia entrata in funzione la sezione di trattamento termico dell’impianto, mediante il quale può essere trattato il nuovo rifiuto liquido con codice CER 161001 ( soluzioni acquose di scarto contenenti sostanze pericolose)”. Trevisi chiede come sia possibile che un impianto nato per il trattamento di acque di vegetazione venga autorizzato nel proprio ciclo anche per il trattamento di rifiuti pericolosi, senza che questa modifica venga qualificata come “sostanziale” dalla Provincia bypassando, così, il necessario nuovo procedimento di Aia. 

 

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