Red e Rei: a centinaia le richieste di aiuto da chi è provvisoriamente in difficoltà. I numeri dell’Ambito sociale di Casarano

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Casarano – Ammontano a 392 le richieste di accesso al Reddito di inclusione (Rei) pervenute all’Ambito territoriale sociale di Casarano, composto dai Comuni di Casarano, Collepasso, Matino, Parabita, Ruffano, Supersano e Taurisano. Di queste, quelle già istruite e per le quali i richiedenti hanno già ricevuto o stanno per ricevere il sussidio sono 299; altre 93 sono in fase di verifica. Il Rei è una misura del governo nazionale di contrasto alla povertà che prevede, per gli aventi diritto, una cifra mensile che va da poco meno di 200 a 540 euro, a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare.

Per quel che concerne il Reddito di dignità (Red) relativo al 2016-2017, le domande ammesse e istruite sono state 379. Di queste, 273 erano finalizzate all’accesso tanto al Sostegno all’inclusione sociale (Sia) quanto al Red. Le restanti 106, invece, riguardavano solo il Red. Il Red è una misura regionale di integrazione del reddito corrisposta a fronte della sottoscrizione di un «patto di inclusione sociale attiva» che vincola il beneficiario alla partecipazione ad un tirocinio o a un diverso progetto di sussidiarietà. Il Sia, sostituito dal Rei a partire dal primo gennaio scorso, era rivolto alle famiglie in condizioni di povertà con un minorenne, un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza.

Non fa mistero delle difficoltà incontrate dagli uffici dell’Ambito l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Casarano Daniele Gatto. «Stiamo sopperendo – commenta l’assessore – alle criticità legate alla carenza di personale, alla lunghezza dei tempi per l’istruttoria e alla poca comunicazione tra gli enti coinvolti che rende farraginosa e poco lineare la procedura. Nonostante questo, si tratta certamente di interventi molto importanti per dare un minimo di sollievo ai beneficiari. Sarebbe auspicabile l’allargamento della platea di coloro che in futuro potranno usufruire di simili misure. I parametri d’accesso, infatti, sono così rigidi che molte persone, in evidente stato di difficoltà, sono escluse, pur non disponendo di grandi entrate, magari perché hanno una casa di proprietà lasciata loro in eredità».