Qui vogliamo vivere

1896

fernando d'aprileMa come può una terra come questa continuare ad essere nel mirino dei peggiori traffici mortiferi? Come può tanta Bellezza che pure ha resistito ad attacchi di ogni tipo ed agli insulti del tempo, continuare ad essere violentata? Cosa si deve fare per fermare e magari prevenire le aggressioni, illecite e talvolta lecite?

Sì, perchè una centrale a biogas è legale, gode persino dei finanziamenti dell’Unione europea. Per non parlare dell’interramento di materiali intrisi di amianto, anch’esso legale se avvenisse con il totale rispetto delle tante prescrizioni normative. O della centrale a carbone  di Cerano-Brindisi, dei veleni dell’acciaieria Ilva di Taranto: tutto formalmente regolare, con tanto di timbri istituzionali. Eppure, le conseguenze appaiono a volte clamorosamente fuori controllo, fuori da ogni controllo.

E forse è questo che fa rizzare le orecchie alle persone, fa nascere moti di protesta, fa alzare barricate, intasa le redazioni dei media di segnalazioni e denunce. Per fortuna. Perchè la reazione c’è, cresce, si diffonde, pervade. E bisogna che tutti ne tengano conto. “Qui non vorrei morire, dove vivere mi tocca” scriveva Vittorio Bodini in anni più difficili e ottusi di questi. Noi, che non siamo rassegnati e qui vogliamo vivere, di sicuro non vogliamo morire prima del tempo.