Quel giorno del ’77, quando Lauda provò la Ferrari 312 T2 all’autopista di Nardò

Il pilota pluricampione del Mondo espresse un giudizio positivo sul tracciato della struttura neretina

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Nardò – Nato a Vienna il 22 febbraio del 1949, è morto ieri in una clinica svizzera l’ex pilota di Formula Uno Niki Lauda. Ricordato per i tre titoli di campione del mondo (1975 e 1977 in Ferrari; 1984 con McLaren), Lauda lascia ricordi anche a Nardò.

In tanti ricordano quel 13 marzo 1977, quando il pilota austriaco arrivò nel circuito neretino costruito dalla Fiat nel 1975 con il nome “Società Autopiste sperimentale Nardò” (oggi denominato “Nardò Technical Center” e controllato dal gruppo Porsche). Che ci faceva dunque Lauda in località Fattizze, nel cuore dell’Arneo?

Il pilota, già campione del mondo con la casa di Maranello due anni prima, aveva il compito di testare la Ferrari 312 T2, prototipo che era stato pensato per migliorare l’aerodinamicità della vettura e per questo dotato di quattro ruote posteriori e due anteriori. L’austriaco giunse a Nardò quando era già considerato uno dei migliori piloti di sempre, tanto che nemmeno il drammatico incidente avvenuto l’anno prima sul circuito del Nurburgring (Germania) lasciandogli il volto sfigurato, era riuscito a fermarlo.

Le cronache dell’epoca infatti raccontano che Lauda tornò in pista appena quaranta giorni dopo la tragedia. Torniamo a quel pomeriggio neretino. Niki Lauda testò la Rossa davanti a migliaia di neretini e salentini accorsi in massa, arrivando a sfiorare i 300 chilometri orari su una pista dove poche ore prima era caduta una pioggia battente.

Una curiosità: Lauda a fine prova si dichiarò soddisfatto di quel prototipo di Ferrari, al contrario del suo compagno di squadra, l’argentino Carlos Reutemann, che quando fu a sua volta chiamato per testare lo stesso bolide nel circuito di Fiorano Modenese (ironia della sorte, Comune gemellato con Nardò), andò a sbattere contro i guard-rail.

Alla fine il buon giudizio espresso da Lauda su quel modello che aveva sfidato e “vinto” anche la pioggia neretina, non venne preso in considerazione. Da Maranello “bocciarono” il prototipo, anche per via di parametri e misure non consentiti dal regolamento di Formula Uno. Pochi mesi dopo l’austriaco tornò a vincere il mondiale con la Ferrari. Poi ancora campione del mondo, nel 1984, stavolta in McLaren. Per Lauda erano i circuiti a parlare: lo sanno bene i testimoni di quella piovosa domenica di 42 anni fa che lo videro sfrecciare a Nardò.

(Nelle foto, tratte dal sito porscheengireering, l’indicazione stradale per la pista e Niki Lauda con la Ferrari)