Quarantena fiduciaria in auditorium? La decisione di Corsano fa discutere

1074
Corsano – Ha provocato subito diverse reazioni in paese la decisione dell’Amministrazione comunale di Corsano, guidata dal sindaco (e medico) Biagio Raona, di trasformare l’auditorium comunale in una sorta di zona tampone per il “ricovero” volontario di persone giunte dalle zone rosse ed impossibilitate ad isolarsi dal resto della famiglia e della comunità.
La struttura provvisoriamente allestita è stata messa a disposizione di quanti, tornati dal nord Italia, vorranno sottoporsi ad un periodo di quarantena di quindici giorni lontano dai propri familiari. L’assistenza sarà garantita dalla protezione civile e dalle altre associazioni di volontariato. «È necessario – fa sapere Raona – che chi è tornato dal Nord, in questi giorni, rispetti l’isolamento, stessa cosa vale per i familiari».

Le critiche e i dubbi

Molti gli apprezzamenti per l’iniziativa ma non sono mancate polemiche e perplessità. Premettendo che, al momento, nessuno ha fatto richiesta di utilizzo dello stabile, in queste ore i cittadini si chiedono “cosa accadrebbe se, anche uno solo tra gli eventuali ospiti, risultasse positivo al virus” e “che senso ha sprecare così tante energie per un qualcosa che non servirà mai a niente”.
Le posizioni più critiche, fanno emergere come “un positivo conclamato avrebbe bisogno di ben altri tipi di cure” e “chi non è sicuro di aver contratto il virus non andrebbe all’auditorium ad occupare un letto insieme ad altre 11 persone che non sanno effettivamente di essere affette o no, perché poterne infettare come essere infettato”.

La posizione dell’Amministrazione 

A chiarire la situazione è il vicesindaco Francesco Caracciolo, che precisa: «Quei dodici posti letto sono quelli che l’Amministrazione ha a disposizione e non verranno utilizzati tutti nell’auditorium ma, qualora ci fosse la necessità, sono pronte altre due strutture per garantire la sicurezza di tutti. In caso di attivazione ci sarà un confronto con l’Asl per gestire il tutto nel migliore dei modi e a tutela di tutti i cittadini».
A Corsano è stato attivato anche il “Centro operativo comunale” (Coc) che, come spiega il vicesindaco, “deve necessariamente prevedere la destinazione di spazi appositi volti a far fronte ad un’eventuale emergenza ed utilizzabile per isolare i soggetti contagiati che vorrebbero evitare l’isolamento domiciliare”.

“La regola è sempre: restate a casa”

«Questa è un’iniziativa pionieristica nel suo genere in Puglia  ma non è un atto dovuto per prevenire eventuali situazioni emergenziali», sottolinea Caracciolo nel ringraziare i 40 volontari della protezione civile di Corsano, presieduta sa Salvatore Bisanti, “che si stanno alternando per fornire il servizio presso il Coc e i tanti volontari delle associazioni che si stanno adoperando per portare avanti il servizio di pronta assistenza e consegna a domicilio”. «L’imperativo, in questo momento è uno solo: restare in casa», conclude il vicesindaco.