Quante acrobazie per definire il piano depositi vaccini! Eccolo, in tre passaggi e 180 parole

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Mentre si susseguono riunioni e incontri per il piano vaccini (dove ubicarli sul territorio pugliese, come preparare strutture e impianti eccetera) c’è chi ha competenze, esperienze (evidentemente) e idee chiare in materia. Senza rischi di sprecare risolse finanziarie e capitale umano. Ecco la proposta del dottor Vincenzo Montinaro (foto), nefrologo presso il Policlinico di Bari.

Sentir parlare di tutte queste acrobazie per la gestione e distribuzione del vaccino Pfizer mi produce uno stato di angoscia/impotenza… sì, perché ogni ricercatore come me che ha lavorato per tanti anni in laboratori di Medicina sperimentale in Usa e in Italia, saprebbe bene come gestire la logistica.

Si parte (come già predisposto) dalla creazione di un hub nazionale a Pratica di Mare; qui si alloca un numero congruo (diciamo 50) di freezer a -80°C (facile individuare da dove acquistarli), poi si predispone un medio impianto per generare ghiaccio secco (che permette di mantenere i vaccini a -78°C durante il trasporto).

Altra cosa da allestire è una catena di imballaggio per cartoni con isolamento termico (rivestiti internamente di polistirolo). Per la distribuzione su territorio nazionale, si dovrebbero cooptare un po’ di mezzi dell’Esercito e dell’aviazione: da lì puoi consegnare in tutta Italia entro 2 ore con trasporto combinato aria/terra.

L’ultimo passaggio, reperire almeno 3-4 freezer a -80°C in ognuno dei 300 ospedali identificati per la somministrazione (nel Policlinico di Bari dovrebbero essercene almeno una 15na nei vari laboratori)… e il piano è fatto.