Pullman Fse, disguidi e rimbalzo di colpe: il racconto di una giornata da dimenticare

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FELLINE. Uscire da scuola alle 12.15 e tornare a casa alle 15.10: sembra assurdo, considerando che Casarano dista da Felline (Alliste) appena 14 chilometri. Eppure è successo a quanti, lo scorso 2 ottobre, avrebbero voluto prendere il pullman delle Ferrovie Sud-Est, che fa quella tratta, invece sono stati costretti a farsi venire a prendere dai genitori. Questo dopo vari e vani tentativi di far valere il diritto di viaggiare a bordo di un mezzo pubblico per cui pagano l’abbonamento, “quest’anno peraltro aumentato – riferiscono alcuni degli “sventurati” – di 3 euro e cinquanta mensili”.

Per Valeria Manfreda (di Felline), studentessa al primo anno del liceo scientifico “Vanini”, è stata “una giornata da dimenticare, anche se in realtà la lotta è quotidiana”. La giovane studentessa, facendosi portavoce del disagio degli altri passeggeri, racconta come sono andate le cose: «Avremmo dovuto prendere l’autobus delle 12.55, ma non è passato. La corriera delle 13.30 non si è fermata perché troppo piena. Quella successiva ci ha fatto salire, ma dopo un brevissimo tratto la metà di noi è stata fatta scendere. Eravamo così tanti che il mezzo toccava a terra. Alle 14.15 eravamo ancora a Casarano».

Ore 14.30, ecco all’orizzonte un altro pullman, sovraffollato: «L’autista – continua Valeria – ci ha subito detto che non poteva farci salire, ma che non era colpa sua, e ci ha suggerito di chiamare i carabinieri. L’abbiamo fatto, ma ci hanno riferito di non avere una pattuglia disponibile, hanno riattaccato consigliandoci di chiamare la polizia. Fatto anche questo, la risposta è stata “non è compito nostro, chiamate i carabinieri”».

Di fronte a questo rimbalzarsi di colpe e competenze, gli studenti sono stati costretti infine a chiamare i genitori, non sapendo più come muoversi. La mamma di Valeria, prima di mettersi in auto, ha fatto il tentativo di telefonare all’azienda di trasporti, ma qualcuno l’ha ‘invitata’ a richiamare la mattina seguente. «Domani? – è stata la replica della signora – mia figlia è bloccata ora a Casarano, abbiamo bisogno adesso di spiegazioni». Niente da fare: la studentessa di Felline, e tanti come lei, sono tornati a casa in auto con i genitori. Ore 15.10 fine del viaggio, ma non dei disagi e dei nodi che non accennano a sciogliersi.

C’è chi non si stupisce di fronte a tutto ciò, “perché le cose sono sempre andate così”, altri giurano che col tempo siano peggiorate. In un caso o nell’altro, sarebbe ora di vedere i fatti. Risposte e promesse non possono bastare più.