Puglia “rossa” fino a Pasqua, per la ristorazione “crack” da 300 milioni di euro secondo i calcoli di Coldiretti

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Savino Muraglia

Gallipoli – “Un crack da 300 milioni di euro”: è questa la previsione fatta da Coldiretti Puglia in vista del preannunciato stop alla ristorazione da “zona rossa” per tutta la regione nelle prossime tre settimane. La stima è sui circa 22mila locali ancora aperti in Puglia e per i 900 agriturismi. Coldiretti evidenzia, inoltre, come in molti abbiano approfittato degli ultimi momenti di relax al tavolo o al bancone nei locali e nelle masserie ancora aperti nel weekend prima del lungo lockdown.

«Le misure restrittive colpiscono 4 milioni di pugliesi, con pesanti effetti sulle attività produttive che trainano l’economia regionale. Gli effetti della limitazione delle attività di ristorazione sono pesanti sull’intera filiera agroalimentare, con cali di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato», ribadisce il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

“Crack senza precedenti”

A pesare sui bilanci della ristorazione sono anche le chiusure dei fine settimana primaverili che valgono in questo momento – sottolinea la Coldiretti regionale – “l’80% del fatturato già ridotto al minimo dallo smart working, dall’assenza di turisti e dalle chiusure forzate nelle zone a rischio che hanno devastato i bilanci e tagliato drammaticamente i livelli occupazionali, ma le conseguenze si fanno anche sentire direttamente sui fornitori di cibi e bevande”.
Già senza precedenti è il calo nei consumi nel settore della ristorazione, che nel 2020 in Puglia ha dimezzato il fatturato per una perdita complessiva di oltre 3,5 miliardi di euro: «Le prossime tre settimane rischiano di dare il colpo di grazia». «Nel complesso – sottolinea Coldiretti Puglia – oltre 15.000 ristoranti e bar, 6.500 pizzerie  e i 900 agriturismi operanti in Puglia sviluppano un fatturato annuale di oltre 5 miliardi di euro che ora è praticamente azzerato, con i pesanti effetti che si trasferiscono direttamente  lungo tutta la filiera a causa del taglio delle forniture di alimenti e bevande colpendo le aziende agricole ed alimentari per le quali è necessario prevedere adeguati ristori».

La crisi degli agriturismi

Sul fronte degli agriturismi la perdita di fatturato nel 2020 è stata di circa 100 milioni. «Servono aiuti economici per le aziende e tutta la filiera, con interventi a fondo perduto per agriturismi e ristoranti per salvare l’economia ed il lavoro», afferma Filippo De Miccolis Angelini, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti.
«Gli agriturismi, peraltro, spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse – precisa Coldiretti – i luoghi più sicuri perché è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche».