Puglia, pascolo libero per il virus: 1.175 casi, assembramenti e raduni dappertutto. A Ugento due classi con relativi docenti in isolamento

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Ugento – Due classi delle Elementari del plesso “Aldo Moro” di Ugento, la quarta A e la quarta B in isolamento domiciliare da domani, lunedì 14. La causa un positivo accertato e sono scattate le misure precauzionali in una delle due classi.

Lo comunica la dirigente Roberta Manco, che lo ha comunicato ai genitori e ai docenti delle due classi, che si trovano nello stesso padiglione e nello stesso piano. Tutti isolati, docenti e scolari e loro familiari, in attesa degli interventi dell’Asl. “L’attività didattica – precisa la dirigente Manco – delle due classi  sarà garantita con modalità di didattica a distanza”. In paese il numero di casi è comunque sceso da 34 a 24 nell’ultima settimana.

Percentuale test/positivi al 16%

Il bollettino regionale comunica invece le ormai solite dolenti note. Il rapporto tra test e positivi risale al 16,5, di oltre cinque punti sopra il livello nazionale. Si contano 23 morti (con l’Italia prima in Europa per numero di vittime) e 1.175 nuovi contagiati. Secondo il trend registrato, calano i nuovi casi restando sempre di alto livello, ma aumentano i focolai: nel Barese si sono contate finora 12 Rsa (residenze per anziani) finite nel contagio.

A mettere maggiormente in allarme la situazione complessiva è la relazione ultima della Cabina di regia nazionale: la Puglia è seconda per numero di ingressi in Terapia intensiva, primo solo il Veneto. Se ne sono contati 26 secondo l’ultimo rilevamento; a Bari al Policlinico sono occupati 35 posti su 39. Nei reparti di Rianimazione i ricoverati sono 194 su 280 posti complessivi.

Alto rischio contagio

Da tre settimane la Puglia è tra le cinque regioni “ad alto rischio contagio”. che non siano cifre lontane dal percepito quotidiano lo dimostrano i Sindaci che, sempre più numerosi, prendono provvedimenti restrittivi sulla circolazione dei loro cittadini, tra assembramenti, apertivi a piede libero e magari senza neanche le mascherine protettive, da Tricase ai paesi del nord Barese.