Puglia in “giallo” tra sospiri e paure. Terapia intensiva a Lecce quasi satura. Si contano i “danni” nell’ospedale di Tricase

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Gallipoli – Da domani sarà “fascia gialla” anche per la Puglia ed anche se gli esperti parlano di “lievi segnali” di miglioramento dell’andamento della infezione da Covid. Lo stesso Istituto superiore di sanità (Iss) si è espresso sul caso Puglia, parlando di “alto rischio di progressione” della circolazione del virus.

Oggi, ad esempio, il rapporto tamponi/casi positivi è risalito dal 15% di ieri al 18,6 di oggi, ben superiore alla media nazionale che gira intorno al 10%. Pure dall’Ordine dei medici regionale non c’è nessun cambiamento di linea: alta preoccupazione da “fascia rossa” e timida speranza che “i primi segnali si concretizzino”.

Ventisette ricoverati in meno

I segnali in effetti s’intrecciano anche in quest’ultima schermata. I ricoveri si riducono di 27 persone; i nuovi casi lievitano di 470 unità; pure i guariti salgono da 16.464 a 16.702; gli isolati in casa passano da 40.721 a 42.364. I decessi oggi “scendono” a 28 , di cui ben 19 in provincia di Foggia, la più compita dall’epidemia in rapporto alla popolazione di circa 650mila abitanti (la metà circa di quella di Bari).

Lecce e provincia figurano nella colonna dei nuovi positivi con 139 infezioni e tre defunti. I casi positivi attualmente sono 4.666. I posti in Terapia intensiva al Dipartimento emergenza accettazione (Dea) di Lecce sono quasi esauriti (22 su 24), con qusi metà pazienti provenienti da altre province della Puglia.

Il caso sotto osservazione

Permangono preoccupazioni infine in numerosi paesi, dopo gli ultimi dati su base provinciale pubblicati dal report dell’Asl Lecce, da Tricase (quasi 70 contagiati, otto quelli maturati in operatori del locale ospedale e in via di definizione) a Seclì, da Sannicola (venti casi e il 3,5 per mille) a Racale che supera quota 50 e il 4,7, da Porto Cesareo (4,9 mentre la media provinciale è del 2,8), a Cannole con un picco del 7,8 per mille.