Gallipoli – Se fossero andati a votare gli elettori invece dei loro eletti (Sindaci e consiglieri comunali), a Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli, sarebbero andati 50.959 voti ponderati pari al 58,3%; al suo collega di Squinzano Gianni Marra 36.374 voti ponderati e il 41,7%. A recarsi alle urne ubicate in due sale di Palazzo dei celestini sono stati oltre l’85% dei 1.264 aventi diritto. Sulla poltrona che è stata di Lorenzo Ria (due mandati), di Giovanni Pellegrino (un mandato) e di Antonio Gabellone (due mandati).

Marra primo solo nella fascia dei Comuni sotto i 30mila abitanti Il primo cittadino di Gallipoli è risultato primo in tutte e cinque le fasce in cui erano suddivisi i 97 Comuni leccesi in base alla popolazione con, in vetta due enti: Lecce e Nardò, compresi nella fascia tra i 30.001 abitanti e i 100mila. Marra è riuscito a strappargli un pareggio su Lecce (16 consiglieri per parte) e nei Comuni della fascia sotto i 30mila come Casarano, Maglie, Squinzano, Galatone: anzi sia pure di poco ha sopravanzato Minerva con 17,271 voti ponderati contro i 16,525 dell’avversario. Contro il centrodestra classico il vincitore ha schierato Pd, Udc, Leu-Articoli 1, Sinistra italiana, socialisti e la Puglia in più di Dario Stefàno. “Ma anche Andare oltre e CasaPound”, ha attaccato Marra a scrutinio concluso.

Un’aria di festa quella evidenziata da un folto gruppo di militanti del Pd provenienti e cresciuti tra i Giovani dem, che poi è stata la principale palestra di Minerva, come testimonia l’importante risultato (oltre 60mila preferenze) alle ultime Europee. “Una bella esperienza, un successo che ci voleva”, hanno commentato alcuni, contenti per il “loro” Stefano, in posa col pugno chiuso ed anche abbracciato al Sindaco di Nardò, noto per le sue forti radici di destra. “Mellone è stato al seggio dalle 8 e fino alla fine – si fa notare – con una tenacia e una faccia di chi voleva consumare una personale vendetta”.

Pubblicità

Anche Massimo Manera, presidente della Fondazione Notte della Taranta, che non ha rinnovato la tessera del Pd e che alcuni danno vicino a Leu – Articolo 1, ha presidiato il seggio lungo tutte le operazioni di voto. “Ma qui conta il suo forte legame con Minerva”, spiegano al cronista alcuni di Fronte democratico, la corrente del presidente Michele Emiliano. C’è stata l’assessore regionale Loredana Capone, anche lei attenta agli umori ed ai votanti. Da un Pd con profonde lacerazioni, anche personali, non poteva non farsi notare l’assenza invece (in pochi credono ad un caso) del gruppo che fa capo alla senatrice Teresa Bellanova che comunque, il giorno prima del voto si è spesa con un appello pubblico in favore di Minerva. Al quale mancano comunque due voti di Lecce città e un paio di Nardò (dove il Pd è all’opposizione di quel Mellone tanto apprezzato da Emiliano).

Quanto tempo dedicherà alla sua città il Sindaco Presidente? Finiti i festeggiamenti, a Minerva si chiede con insistenza di non diminuire la mole del suo lavoro per la città che lo ha eletto Sindaco oltre due anni fa. Lui risponde cercando di rassicurare tutti quanti: “La legge prevede che possa essere eletto Presidente della Provincia solo un Sindaco che si dedica anche alla Provincia”, come per dire che si farà come hanno fatto altri chiamati a ricoprire quella carica. “Anzi dedico questa vittoria con orgoglio a Gallipoli, ai miei consiglieri, alla Giunta che lavora con me per portare avanti il programma. La città avrà la priorità e se ne avvantaggerà, come è stato nel rapporto con la Regione”.

Entro gennaio si voterà per eleggere il Consiglio provinciale, con lo stesso sistema. Dato lo scarto tra l’alleanza vincitrice e l’altra (Marra ha lamentato tra l’altro mancanza di organizzazione e scarsa compattezza tra i suoi), Minerva non dovrebbe correre rischi di non avere una sua maggioranza consiliare.

 

Pubblicità

Commenta la notizia!