Profumo di Serie A per Marco Rosafio, 25 anni di Patù. Dall’esordio nel Salignano al sogno del Cittadella

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Patù – Avrà un significato particolare per il 25enne Marco Rosafio la finale dei playoff di serie B che domani sera, 2 giugno, al Bentegodi di Verona metterà in palio un posto in Serie A tra i padroni di casa dell’Hellas ed il Cittadella. Il giovane attaccante originario di Patù ha, infatti, appena firmato un contratto con i veneti appena conclusa la stagione in C con la Cavese.

«Avevo promesso a mio padre e alla mia famiglia che avrei lottato per raggiungere la serie B ripagandoli tutti i sacrifici che hanno fatto per permettermi di proseguire la carriera calcistica», afferma il calciatore nato a Chur, in Svizzera, e poi trasferitosi giovanissimo a Patù dove attualmente vive la sua famiglia. «Quando ero piccolo – continua Rosafio –  prendevo a calci ogni cosa. Per me esisteva solo il calcio e questa passione mi ha sempre accompagnato e spinto a migliorarmi fin da quando giocavo nella squadra del Salignano».
Poi è arrivato l’esordio come giocatore professionista nelle giovanili del Lecce e da lì altre esperienze con Juve Stabia, Forlì, Viareggio, Monopoli e Messina, ed ora con il Cittadella, e la Serie A, nel mirino.
«Sono stato acquistato come giocatore di serie B ma se il Cittadella dovesse accedere alla serie A spero di avere la possibilità di mettermi in gioco dimostrandomi all’altezza. In ogni caso – continua – vivo con serenità queste giornate intense ed ovviamente incrocio le dita per domani». Il Cittadella (comune di 20mila abitanti in provincia di Padova), infatti, forte del 2-0 dell’andata vede ad un passo la prima storica promozione in Serie A.
Malgrado il girovagare in diverse città, per lui resta forte il legame con Patù, dove trascorre le vacanze con la ragazza, gli amici e la famiglia: «Ovunque io vada porto con me un pezzo del mio paese, la mia ragazza, la mia famiglia, i miei amici e tutti coloro che hanno sempre creduto in me sono stati la principale fonte della mia energia».
E conclude: «Vivo un sogno ad occhi aperti ed è bellissimo già così. Per questo devo ringraziare il mio allenatore Giacomo Modica che mi ha permesso di crescere umanamente e calcisticamente e la mia famiglia che anche quando ha dovuto sacrificare tutto per permettermi di conseguire un sogno lo ha fatto senza mai farmelo pesare».
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