Pro loco contro Pro loco: “L’Amministrazione è partigiana”. E a Nardò scoppia la polemica

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Nardò – Locali comunali e riconoscimenti istituzionali: è guerra tra due associazioni. A scatenarla è la “Pro loco Nardò”, attiva dal 2008 e attualmente presieduta da Giovanni Portorico (a sinistra). Destinataria dell’accusa è invece la “Pro loco Nardò e Terra D’Arneo”, nata nel 2014 e presieduta dal professor Carlo Longo (foto). I nomi dei due sodalizi sono simili ma guai a confondere, soprattutto di questi tempi. Nei giorni scorsi la Pro loco retta da Portorico si è scagliata via Facebook contro i “colleghi” della “Nardò e Terra d’Arneo” e contro l’Amministrazione comunale. Oggetto del contendere alcuni locali di Palazzo Acquaviva che il Comune ha di recente concesso gratuitamente alla Pro loco presieduta dal professor Longo. Ignorando così la “più anziana”, secondo l’accusa, peraltro iscritta all’Albo delle associazioni comunali.

L’inaugurazione della nuova sede della “Pro loco Nardò e Terra d’Arneo” è avvenuta lo scorso 7 aprile a Palazzo di Città, alla presenza di svariate istituzioni del territorio. Il sodalizio di Portorico non ci sta a questa assegnazione e parla di delibera “clientelare e ingiusta”: «La Giunta comunale guidata dal “Sindaco di Tutti” Giuseppe Mellone tradisce le aspettative della Pro loco Nardò nel decennale della sua costituzione e con una delibera clientelare e ingiusta assegna la sede nel Castello degli Acquaviva a una neonata Associazione presieduta dal professor Carlo Longo, vicina politicamente all’Amministrazione in carica e senza alcun bando».

La “Pro loco Nardò”, che nel frattempo ha lanciato un appello chiedendo ai concittadini di mettere a disposizione spazi per progetti e iniziative, ricorda poi gli eventi realizzati in questi anni nel centro storico come le tre edizioni del “Presepe Vivente” e le due edizioni di “Borgo in Festa”, “manifestazioni super partecipate e riuscite sulle quali si sta mettendo sopra una pietra tombale”. Circa i locali comunali passati di mano, si ribadisce l'”ingiustizia”: «Si tratta di un’assegnazione ingiusta fatta a un gruppetto di persone che per mettersi in prima fila impropriamente e con abuso utilizzano il nome della “Pro loco Nardò”. Proprio nell’anno del decennale pensiamo al nostro concittadino che tanto lavorò per costituirla, Paolo Zacchino (esperto di storia, arte, tradizione e cultura neretina scomparso nel 2013, ndr), che come noi non avrebbe sicuramente accettato lo strapotere che si sta perpetrando. Per dovere di cronaca, la città deve sapere – concludono dalla “Pro loco Nardò” – che alcuni neritini capeggiati dal professor Longo e da Flavio Maglio, prima di costituire la loro Pro loco avevano chiesto di far parte della “Pro loco Nardò” ma dopo alcune riunioni congiunte, preso atto che lo Statuto non consentiva loro di entrare da subito nel Direttivo, decisero di costituire un’altra Pro loco appropriandosi del nome e aggiungendo “Terra d’Arneo”».

Interpellata sull’argomento, la “Nardò e Terra d’Arneo” ha fatto sapere che per il momento non intende replicare ma che nei prossimi giorni risponderà punto per punto.