Primo passo per la Consulta provinciale dell’ambiente: troppi i focolai e gli allarmi. “Vediamo tutti insieme cosa fare”

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Gallipoli – Il trattamento di rifiuti pericolosi di Ecolio2 tra Salve, Presicce Acquarica e Morciano di Leuca; i presunti scarti nei fusti tombati a Burgesi, Ugento; la convivenza difficile tra cementificio e paesi vicini; le plastiche bruciate nei campi da Maglie a Casarano ed Aradeo; il percolato e i cattivi odori dall’impianto di smaltimento dei rifiuti domestici a Poggiardo: di materiale ce n’è tanto e la Provincia cerca di organizzarsi. Ecco allora la Consulta provinciale sull’ambiente.

La Provincia di Lecce avvia domani, con una prima riunione nella sala consiliare di Palazzo dei celestini a Lecce, il percorso per l’istituzione della Consulta provinciale ambientale. L’appuntamento è per le 17, invitati amministratori locali, associazioni, esperti, enti e portatori di interesse.

Riunione a Lecce domani alle 17

Ad aprire i lavori sarà Stefano Minerva, presidente della Provincia di Lecce e Sindaco di Gallipoli. Seguiranno gli interventi di Fabio Tarantino di Martano, consigliere provinciale delegato alla Tutela e valorizzazione ambientale; Luigi Tundo, di Nardò, dirigente Settore Tutela e valorizzazione ambientale. Coordinerà il dibattito Antonio Bonatesta, dell’Università del Salento.

Stefano Minerva

Le numerose vertenze di carattere paesaggistico e ambientale, che negli ultimi anni hanno prodotto un impatto sul Salento, “evidenziano l’esigenza di politiche di tutela e valorizzazione dell’ambiente ben congegnate e formulate nell’ambito di un processo partecipativo costante e funzionale all’ambizione di portare la gestione del territorio fuori dall’emergenza”, si legge nella nota della Provincia.

“Trovare un punto di raccordo”

Da qui l’iniziativa della Consulta che, a partire da questo incontro – confronto pubblico, “punta a dar vita ad uno strumento utile a raccordare al processo decisionale interessi, istanze e visioni del futuro, muovendo da una concreta e realistica ricognizione delle competenze dello stesso Ente provinciale”.