“Presidente Conte, ripristini i diritti sanciti dalla Costituzione e dalle norme internazionali”

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Questa lettera aperta è di don Pinuccio Sacino e l’ha inoltrata al presidente del Consiglio Conte, con riferimento ai fatti di Castelnuovo di Porto (il Cara sgomberato in questi giorni alle porte di Roma). Don Pinuccio, 78 anni, di Copertino, è stato da sempre uno dei preti più vivaci e impegnati nella diocesi Nardò-Gallipoli. Superato a pieni voti il liceo classico a Molfetta, ha conseguito a Posillipo presso la Scuola dei gesuiti la licenza in teologia e sacra scrittura. Ordinato sacerdote l’11 luglio 1965 dal vescovo dell’allora diocesi di Nardò, mons. Antonio Rosario Mennonna, ha proseguito gli studi sempre presso i gesuiti conseguendo la laurea in “dogmatica con orientamento biblico”. Autore di 30 volumi, è stato docente presso gli Istituti delle scuole superiori di mezza provincia e cofondatore del Liceo scientifico di Copertino, dove ha insegnato sino al 1992. E’ stato anche docente di Sacra scrittura presso l’Istituto diocesano di Teologia pastorale. Ininterrottamente parroco presso la chiesa del Rosario di Copertino dal 1968 fino a tutto il 2006, è attualmente collaboratore parrocchiale presso la stessa chiesa. (A.A.)

 

“Gentile Presidente Conte,

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quello che è avvenuto nel Cara di Castelnuovo di Porto, dove c’è il secondo centro rifugiati richiedenti asilo più grande d’Italia, è qualcosa di indegno, che offende la nostra storia e i principi sanciti nella Costituzione repubblicana.

Il ministro dell’Interno ha mandato l’Esercito per sgomberare il centro nonostante questo rappresenti una più che positiva esperienza di integrazione locale, come ha dichiarato il Sindaco Riccardo Travaglini.

Si tratta di una struttura che accoglie 330 persone richiedenti asilo, di cui 30 sono sotto protezione umanitaria, che l’Esercito, a quanto raccontano fonti locali, ha inspiegabilmente diviso tra uomini, donne e bambini, anche smembrando nuclei familiari. Un metodo vergognoso, sul quale chiediamo subito chiarezza a lei, al suo Governo ed al Prefetto. È un’immagine irricevibile per una nazione che voglia dirsi civile.

Trovo gravissimo, inoltre, che i migranti, avvisati solo poche ore prima, siano stati costretti ad abbandonare i propri alloggi dopo anni di integrazione e senza certezza sulla loro destinazione. Ora i bambini dovranno interrompere gli studi, così come chi aveva trovato un’occupazione dovrà lasciarla senza sapere quale sarà il suo futuro. E resteranno senza tutela le donne già vittime di violenza e i soggetti più vulnerabili.

Tutto questo è il risultato di un “decreto sicurezza” che rende le nostre città più insicure, creando nuovi irregolari e interrompendo traumaticamente percorsi di vita e di inserimento sociale.

Speriamo non sia vero che ben trenta persone sotto protezione umanitaria saranno lasciate senza alcuna soluzione alternativa.

Le chiediamo, quindi, nel suo ruolo di Presidente del Consiglio, di intervenire urgentemente per fare chiarezza e ripristinare l’osservanza dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione e dalle norme internazionali. Si sono, infatti, ormai oltrepassati “quei limiti insuperabili umani” a cui lei, in altra occasione, ha fatto riferimento.

In fede,
Mons. Giuseppe Sacino – Copertino

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