Presicce-Acquarica e la fusione da rodare: in Regione l’audizione del Sindaco Rizzo

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Presicce-Acquarica – «Se oggi possiamo pensare al futuro del paese è solo grazie all’avvenuta fusione, altrimenti saremmo stati destinati ad una lenta agonia».

È il sindaco di Presicce-Acquarica a tracciare il bilancio sui primi passi del nuovo Comune nato ufficialmente nel maggio 2019 (primo Comune in Puglia nato dalla fusione in epoca repubblicana). Paolo Rizzo, il sindaco eletto lo scorso settembre, è stato ascoltato sull’argomento quest’oggi dalla commissione “Riforme istituzionali” della Regione, convocata su richiesta del consigliere Paolo Pagliaro (“La Puglia domani”).

“Errori da evitare”

«Abbiamo tracciato un primo bilancio di questa fusione, per capire se le due comunità ne abbiano tratto effettivo beneficio, viste le molte voci di scontento e dissenso che ho raccolto», spiega Pagliaro, secondo il quale alla base vi è stato un “referendum frettoloso, che si è tenuto a dicembre anziché in primavera come la legge prevedeva”. Circa il più generale fenomeno della fusione tra Comuni, il capogruppo de “La Puglia domani” punta ad una modifica della procedura amministrativa “con un quorum per la validità”. A dicembre 2018 si registrò una partecipazione molto bassa: il 34,28% ad Acquarica del Capo e il 41,51% a Presicce. «Per evitare futuri errori ho chiesto questa audizione. È necessario porsi queste domande e cercare delle risposte. I nostri piccolo Comuni che sono presidi di democrazia e archivi di storia, non possono essere cancellati per un mero calcolo ragionieristico», afferma il consigliere regionale.

Sul tema si registra anche l’intervento del consigliere del Movimento 5 stelle Cristian Casili (di Nardò): «Il rischio che si corre, se la fusione non è preceduta da una visione chiara dello sviluppo del nuovo Comune è di spendere le risorse, senza alcun miglioramento per la “nuova comunità”. Quando si parla delle fusioni tra i Comuni, ai cittadini viene prospettato un miglioramento amministrativo e finanziario, che poi deve concretizzarsi una volta avvenuta la fusione. Per quello che riguarda il Comune di Presicce-Acquarica è ancora troppo presto per trarre un primo bilancio, dal momento che la nuova Amministrazione si è insediata dopo le ultime amministrative, ma deve essere chiaro che la questione risorse è importante quanto quella identitaria. Serve per questo una interlocuzione a tutti i livelli».

Il bilancio del Sindaco

Paolo Rizzo

Circa l’ipotesi di un nuovo referendum per chiedere ai cittadini di fare retromarcia, il sindaco Rizzo è categorico: «Il Testo unico parla chiaro: non si possono avere nuovi Comuni con meno di 10.000 abitanti, quindi ogni ipotesi in tal senso lascia il tempo che trova». Entrando nel merito dei risultati conseguiti grazie al processo portato a termine, il sindaco Rizzo spiega a Piazzasalento che c’è ora la possibilità di programmare una serie di interventi con “risorse straordinarie altrimenti inimmaginabili”.

Se dal Bilancio 2020 sono emerse somme da accantonare, il prossimo Documento di programmazione economica prevede in cassa, come contributo per la fusione avvenuta, quasi tre milioni di euro, “da utilizzare senza vincolo di spesa”. «Ricordiamo che la vicenda non è recente, se ne parla dal primo dopoguerra e molte strutture (cimitero, stazione, caserma dei Carabinieri) e servizi comunali erano condivisi già prima dell’unificazione».

Le aspettative

Presicce-Acquarica, il primo Consiglio comunale del 6 ottobre 2020

«In paese si percepisce una grande aspettativa, e ciò è comprensibile, ma ora abbiamo le risorse per poter avviare bandi importanti», afferma Rizzo puntando sui giovani per scongiurare il fenomeno della spopolamento, che qui più che colpisce più che altrove. Di base si parte da due realtà che risultano tra i paesi economicamente meno fiorenti del Salento: Acquarica ultimo per pil in provincia, Presicce penultimo.

«L’operazione “fusione” – afferma Rizzo – è stata tracciata nel corso di almeno 15 anni, già con l’allora Unione dei Comuni. Basti pensare che alle elezioni del 2015 tutte le liste in campo, a Presicce, come ad Acquarica, erano già in favore della fusione. E i cittadini si sono espressi a favore non solo nel referendum ma anche nella prima elezione dando la preferenza alla mia lista che era l’unica apertamente “pro-fusione”. Oggi dobbiamo solo pensare al futuro e a realizzare la gran mole di interventi programmati per dare identità al nuovo Comune».

“Spopolamento da scongiurare”

«Tra i prossimi bandi pubblici a partire ci sono “Io resto qui”, con incentivi per dare ai giovani la possibilità di avviare nuove attività e start-up, e “Benvenuti” per favorire l’acquisto di case da parte dei non residenti: unico obiettivo quello di evitare lo spopolamento, invertire questa tendenza che porta alla morte di un paese», continua il Sindaco.

In sostanza, se la macchina amministrativa, “rodata” anche dal lungo periodo di commissariamento, “è ormai a regime”, come conferma Rizzo, l’aria di attesa (o di “scetticismo” come anche qualcuno dice) che si respira in paese dovrebbe presto essere scacciata via alla luce dei nuovi progetti in partenza: «Sempre con i normali tempi imposti ad una pubblica amministrazione».

Il Santo patrono

Ultima questione, di certo non meno importante, quella del Santo patrono. Se finora, tra San Carlo (Acquarica) e Sant’Andrea (Presicce) ha vinto “san referendum”, ovvero il 16 dicembre quale ricorrenza dell’anniversario del voto popolare sulla fusione, il Sindaco ipotizza un “tavolo istituzionale”, anche con il vescovo diocesano, per risolvere il problema: «Credo che la soluzione dei due santi patroni resti quella preferibile. Ma si troverà il modo di contemperare le legittime esigenze di tutti: comprendiamo che non sia facile accettare soluzioni diverse dalla tradizione per alcune generazioni, ma sono convinto che per i giovani questo non sarà certo un problema».