Posti di lavoro a rischio nello stabilimento leccese di Fiat Cnh: annunciato lo stato di agitazione

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Lo stabilimento leccese di Cnh

Lecce – Proclamato per il mese di luglio lo stato di agitazione dei lavoratori di Cnh Industrial su tutto il territorio nazionale, compreso lo stabilimento di Lecce, che conta 700 dipendenti: la decisione arriva all’indomani dell’incontro svoltosi in video conferenza fra il ministero dello sviluppo economico, i vertici aziendali e le sigle sindacali riunite.

A preoccupare sono le dichiarazioni di Cnh, che ha annunciato di voler riconsiderare il piano industriale negli stabilimenti di Brescia e Lecce, aprendo un interrogativo sul futuro di tanti lavoratori.

Rischio tragedia occupazionale, anche nel Salento

A Lecce, così come a Brescia, nello stabilimento Fiat Cnh si registra una forte sofferenza dovuta al calo degli ordinativi, con il fondato timore che gli investimenti previsti per l’Italia vengano dirottati verso altri paesi europei. Uno scenario che mette in discussione l’accordo siglato il 10 marzo 2020 fra vertici aziendali e sindacati per la tutela dei posti di lavoro.

William Maruccia

All’orizzonte il rischio di “desertificazione industriale e tragedie occupazionali”, dichiara il segretario nazionale di Uilm Gianluca Ficco. Da qui la richiesta di immediata convocazione di un tavolo con i ministri Patuanelli e Catalfo.

Dal direttivo Uilm, il cui segretario provinciale è il taurisanese William Maruccia (operaio metalmeccanico presso la sede leccese di Cnh), la presa di posizione è dura: “Occorre che i lavoratori tutti prendano coscienza – si legge nella nota del sindacato – che è necessaria una reazione energica contro il Governo che ancora non si è dotato di un piano industriale nazionale che permetta il mantenimento dei livelli occupazionali in italia. Per Cnhi gli stabilimenti di Brescia e Lecce sono messi in discussione perché siamo davanti alla scelta epocale di investire sul futuro della motoristica che potrebbe avere luogo in altri paesi industrializzati che si doterebbero di un piano di sviluppo adeguato alle esigenze e restrizioni dei mercati”.

Posizione dura: è guerra contro il Governo

Sciopero e manifestazioni davanti alla Prefettura sono le azioni che il sindacato conta di mettere in atto a luglio per sensibilizzare l’opinione pubblica e comunicare lo stato di agitazione dei lavoratori in quella che minaccia di essere una vera e propria “guerra contro il Governo”.

La reazione del sindacato leccese sarà dura fino a estreme conseguenze di lotta – prosegue il comunicato. – Lecce ha attraversato storicamente cicli e periodi di cassa integrazione ogni volta che si è presentata una grave crisi mondiale. Ogni volta vi è stata la risposta governativa adeguata, oggi pretendiamo e rivendichiamo a voce alta che il ministero si assuma le responsabilità di crisi e tuteli l’occupazione più che mai… L’azienda non dimentichi mai che il lavoratore leccese ha sempre dimostrato un alto attaccamento al lavoro e ai valori aziendali”.

Uniti nelle rivendicazioni sindacali

Il nostro appello che rivolgiamo a tutti i lavoratori – proseguono da Uilm – è quello di comprendere la situazione delicata con maturità, di non lasciarsi andare a facili strumentalizzazioni che qualche sciacallo adombra come presagio di sventura. Lasciamo che il sindacato sia unito nella lotta, invitando i lavoratori a sindacalizzarsi. Non chiediamo orientamenti verso una o l’altra sigla, ma invitiamo a iscriversi al sindacato che più si ritiene vicino”.

Il presente ci mette davanti a una sfida: quella di lavorare e lottare per conquistare il futuro come sempre hanno fatto i nostro padri, non deludiamoli dimostrandoci inadeguati, la scelta di campo è adesso. Ora è il momento e dipende da noi stessi il nostro futuro” concludono i vertici di Uilm.