“Porto Gaio” e la mozione bocciata in Consiglio senza i proponenti: il Tar anticipa i tempi sul ricorso di “Gallipoli futura”

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Gallipoli – Il Tar anticipa i tempi per decidere sul ricorso presentato dai consiglieri comunali di “Gallipoli futura” in merito alla mozione sul progetto di riqualificazione e ampliamento di “Porto Gaio” a Gallipoli. Non ci sarà la prevista discussione preliminare sulla sospensiva perché i giudici amministrativi hanno optato per una decisione nel merito con rinvio al 23 giugno prossimo.
A dare la notizia è il consigliere comunale di “Gallipoli futura” Flavio Fasano, firmatario insieme a Giuseppe Cataldi della mozione poi discussa e rigettata, in loro assenza, dalla maggioranza del Consiglio comunale lo scorso 5 novembre.

La decisione del Tar

«Il Presidente del Tar ha, in via preliminare, posto in evidenza la rilevante novità delle questioni di diritto così come evidenziate nel ricorso e per questo ha richiesto di ritirare l’istanza cautelare anticipando però l’udienza di discussione nel merito (indicativamente già fissata per la data del 23 giugno p.v.) onde poter emettere una sentenza e non quindi un’ordinanza», fa sapere Fasano che in mattinata ha ribadito, con un videomessaggio su Facebook, i contorni della vicenda .
La singolare vicenda, “allo stato priva di conferenti e puntuali precedenti giurisprudenziali a livello nazionale”, riguarda la possibilità dell’esame e della votazione di una mozione consiliare di minoranza in assenza dei relativi proponenti, con illustrazione e replica effettuate da altro consigliere di maggioranza.

I rilievi di “Gallipoli futura”

Nel merito del progetto Fasano ribadisce: «In questo tratto c’è il rischio che un privato realizzi un porto turistico più grande del nostro porto mercantile, per 600 posti barca. Noi vogliamo che il porto turistico sia pubblico magari realizzato in sinergia con un soggetto privato e soprattutto con procedure trasparenti. È grave che in nostra assenza la maggioranza si sia pronunciata negativamente sulla nostra mozione».
“Gallipoli futura” evidenzia le “molte criticità sul progetto”, previsto su di una estensione di oltre 16 ettari con “imponenti opere di difficile rimozione”. Il riferimento è ad una diga foranea lunga circa 600 metri, due capannoni della superficie di 1837 metri quadrati e altezza di oltre 9 metri. La società “Porto Gaio” (di Nardò è l’amministratore delegato) ha chiesto l’affidamento in concessione per la durata di 30 anni.
«Complessivamente – fa sapere “Gallipoli futura” – il porto esterno presenta uno specchio acqueo demaniale di circa 10,5 ettari, uno specchio acqueo di proprietà privata di circa mezzo ettaro, un’area a terra demaniale di circa 1,4 ettari, un’area a terra di proprietà privata di circa 1,7 ettari. La ricettività della nuova infrastruttura portuale è di 450 imbarcazioni fino a 40 metri di lunghezza. È di tutta evidenza che il progetto contiene tutte queste tipologie di opere da considerare, secondo legge, “di grande infrastrutturazione”».