Porto Cesareo: sequestrati 2.500 ricci di mare pescati in zona marina protetta

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Sequestro ricci di mare

Porto Cesareo – Malgrado i limiti vincoli imposti dall’emergenza sanitaria, questa mattina i militari della Guardia costiera dell’Ufficio locale marittimo di Torre Cesarea, insieme ai carabinieri della locale Stazione, hanno sequestrato circa 2.500 ricci di mare, raccolti da tre pescatori per giunta nella zona C (di riserva parziale) dell’Area marina protetta di Porto Cesareo.

I militari hanno osservato un natante con a bordo quattro persone all’interno dell’Area protetta tramite il sistema di videosorveglianza in dotazione al Consorzio dell’Area marina utilizzato per contrastare la pesca di frodo.

 

Tre sub sono stati colti all’opera nell’attività di pesca con l’ausilio di autorespiratori. I 2.500 ricci di mare sono stati posti sotto sequestro, così come l’attrezzatura subacquea, e ad ogni pescatore subacqueo è stata elevata una sanzione amministrativa di 2.000 euro in quanto l’attività di pesca è avvenuta con attrezzi non consentiti. I ricci di mare, riconosciuti in stato vitale dal personale veterinario dell’Asl, sono poi stati rigettati in mare. A tali sanzioni si aggiungono anche quelle previste per aver violato i divieti riguardanti il contenimento dell’emergenza Coronavirus elevate dalla locale Stazione dei carabinieri.

La Guardia costiera rammenta che, nonostante l’emergenza in atto, continueranno i controlli sia in mare che sul litorale al fine di conservare le risorse ittiche ed invita tutti i consumatori ad acquistare prodotti ittici di cui sia certificata la tracciabilità e per la quale sia comprensibile l’etichetta contenente le informazioni obbligatorie. L’acquisto degli stessi prodotti da venditori non autorizzati, implica anche forti rischi per la salute dei consumatori “oltre a favorire il depauperamento della fauna marina e la circolazione di persone in spregio ai divieti riguardanti il contenimento dell’ emergenza”.