Pizzo a lidi, giostrai, paninari. Cataldi convince un pentito

2541

guglielmo cataldiGALLIPOLI. Centoventi pagine di verbali, 120 pagine di racconti su come e su cosa puntava la malavita organizzata leccese dal gennaio 2012 al luglio 2014. Le ha messe insieme, con un lavoro di investigazione capillare e con intercettazioni, il magistrato antimafia Gugliemo Cataldi (foto), di Gallipoli, stretto collaboratore del procuratore capo della Direzione distrettuale anti-mafia Cataldo Motta. A raccontare tutti i retroscena l’ultimo pentito della Sacra corona unita, il leccese Gioele Greco (i cui familiari stanno subendo da qualche tempo le ritorsioni dei suo ex compagni di ventura), che evidentemente si è convinto che non c’era per lui molto altro da fare. Ma non si tratta solo di mafia leccese, tant’è che tra i 91 indagati ci sono esponenti di tutta la provincia, da Galatone a Ugento, da Alliste a Taviano, Melissano e Casarano. Tra le attività di quattro clan, unitisi per gestire anche le affissioni elettorali (un euro e 30 ad ogni manifesto) nel periodo citato, ci sono estorsioni e traffico di droga, attentati intimidatori a giostrai, lidi e paninari finchè non cedevano e pagavano il pizzo, magari con qualche “intercessione” interessata.

In uno di questi episodi spunta il figlio del boss gallipolino Nino “Bomba” Padovano, Angelo, che gli investigatori indicano come uno degli emergenti in un quadro segnato profondamente da arresti e condanne e quindi con vuoti di comando da riempire ed in cui si stanno piazzando anche criminali campani. Padovano junior avrebbe fatto da mediatore (lo conferma il pentito) tra un gallipolino che gli si era rivolto e che aveva aperto una tabaccheria a Lecce e un clan locale che lo aveva preso di mira, bucandogli la vetrina con pistolettate ammonitorie. L’intermediazione avrebbe fruttato alla vittima uno sconto del 50%: invece di 50mila euro per stare in pace, ne avrebbe pagati 25mila che, secondo gli inquirenti, sarebbero andati allo stesso mediatore gallipolino, indagato in un altro procedimento.