“Piste ciclabili? Sì, ma non così”: aumentano le contestazioni al progetto CicloNardò. “Altrove non hanno agito con questo caos”

351

Nardò – S’intitola “Caos in città” la prima nota ufficiale di Nardò progressista, la neonata associazione politica e culturale coordinata da Alessandra Boccardo, che la firma col consigliere Roberto My.

La gestione delle opere pubbliche da parte dell’Amministrazione comunale appare caratterizzata da pressappochismo, lentezze esasperanti, intollerabile disinteresse nei confronti dei legittimi interessi della grandissima parte delle attività economiche e dei cittadini neritini e ostinata noncuranza rispetto alle opinioni espresse più volte pubblicamente dagli stessi”, vi si legge.

Modifiche al traffico per fare spazio alle bici

Il governo cittadino viene accusato di piegare tutto “ad esigenze propagandistiche di aprire e mantenere semi abbandonati cantieri e cantierucoli in varie zone della città determinando, ormai da molti mesi, situazioni di costante intralcio al traffico, con forte inquinamento per gas di scarico in aree anche di pregio della città”.

L’esempio delle piste ciclabili L’esempio citato è quello delle piste ciclabili del progetto “CicloNardò”. Le modifiche alla circolazione in via Bonfante (senso unico) e via Bellini, introdotte a metà della settimana scorsa hanno sollevato, già prima di essere messe in pratica, le perplessità e le proteste di commercianti e residenti.

“Stiamo portando Nardò al livello delle città più moderne d’Italia e d’Europa”, ha deto per cercare di tranquillizzare gli animi il Sindaco Giuseppe Mellone. L’assessore ai Lavori pubblici, Oronzo Capoti, ad una delegazione di esercenti che l’ha incontrato, avrebbe espresso la volontà di rivedere il possibile del cantiere che sta per aprirsi.

Non essendo successo nulla di nuovo, le proteste sono continuate con – agli inizi delle novità della circolazione – code e disagi. “Nessuna obiezione all’idea – ha nei giorni scorsi affermato il consigliere di minoranza Lorenzo Siciliano – ma non in questo modo”. Anche la ex della maggioranza Paola Mita ha chiesto la revisione del progetto da attuare.

“Una pista come questa è sbagliata”

Roberto My

Ora aggiunge la sua voce critica l’associazione Nardò progressista. “Pur essendo favorevoli al diffondersi di mezzi ecocompatibili nella viabilità – sostengono Boccardo e My – siamo fermamente convinti che una pista ciclabile come quella che l’Amministrazione Mellone sta imponendo a Nardò sia assolutamente improvvisata, capotica e quindi sbagliata; controproducente perché causa di molto più inquinamento di quanto se ne vorrebbe evitare”.

Le città italiane del Centro Nord che da molto tempo hanno realizzato le piste ciclabili – è la replica a Mellone – hanno generalmente localizzato le stesse nelle vie delle estreme periferie, peraltro consentendo ovviamente il transito delle biciclette in ogni parte degli abitati. A Nardò, le scelte raffazzonate e discutibili riguardanti la mobilità, hanno suscitato via via una nuova marea generalizzata di critiche fondate e di proteste, delle quali questi amministratori sembrano disinteressarsi, sempre più lontani dal sentire comune dei cittadini”.