Piovono petali a Patù con la sesta edizione dell’Infiorata, l’ultima con don Gianluigi Marzo

Don Gianluigi Marzo lascerà Patù: ha accolto l'invito di Papa Francesco e si recherà nelle zone meno ricche di vocazione

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Patù – Nella notte tra sabato 22  e domenica 23 giugno, la comunità patuense si riverserà nelle stradine del borgo dando ufficialmente inizio alla sesta edizione dell’Infiorata di Patù, ormai conosciuta ed apprezzata in tutta la Puglia e non solo. Alle ore 20 del sabato il vescovo Vito Angiuli benedirà l’inizio dei lavori affiancato dal giovane parroco don Gianluigi Marzo. Il tappeto “fiorito” coprirà via Principe di Napoli per una lunghezza di circa 250 metri permettendo, l’indomani, il passaggio della processione del Corpus Domini.

Come ogni anno sono poche le indiscrezioni che trapelano sui quadri e sui personaggi che animeranno la colorata manifestazione ma il cuore tematico dell’evento saranno “i giovani ed il cammino”. Nella riflessione e nella scelta dei temi, don Gianluigi ha scelto di essere affiancato dal parroco di Salignano don Salvatore Chiarello.

Per la realizzazione dei quadri verranno utilizzati esclusivamente fiori e foglie raccolti dai campi e macinate senza aggiunta di segature o polveri colorate. Questo significa che il lavoro, come ogni anno, ha inizio molto prima dell’evento. Le fasi preliminari sono le più complesse ed impegnative perché i fiori devono essere ricercati, raccolti, selezionati, mondati e conservati.

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«Quest’anno abbiamo avuto maggiori difficoltà dovute a causa delle eccessive piogge- L’umidità – confessa il giovane parroco di Patù – ha reso difficile il procedimento di essiccazione dei fiori ma il lavoro e l’impegno di tutti hanno contribuito alla buona riuscita dei lavori di preparazione. L’infiorata – continua don Gianluigi – nasce per superare i muri che ci dividono e per realizzare una strada comune sulla quale camminare insieme». Anche quest’anno alcuni richiedenti asilo ospiti dei centri Sprar del Capo di Leuca, gestiti dall’Arci Lecce (anche di religione musulmana) hanno contribuito alla realizzazione del progetto.

Don Gianluigi Marzo

Per don Gianluigi Marzo, quella del 2019 sarà l’ultima infiorata perché a settembre lascerà la piccola comunità di Patù per trasferirsi in Piemonte. L’annuncio è stato dato dal vescovo Angiuli lo scorso 16 maggio dopo la celebrazione della messa. «Nel maggio 2018 Papa Francesco ha proposto un avvicendamento di sacerdoti dalle zone più ricche di vocazione, come la Puglia, a zone meno ricche. Ho sentito di dover accogliere l’appello – afferma il parroco – perché a Patù sono stato benissimo ma la nostra vita è una missione e noi siamo senza fissa dimora».

Ci sarà la ancora l’infiorata senza don Gianluigi? È questa la domanda che serpeggia in paese. «L’infiorata è di Patù. La comunità – precisa il giovane parroco – è consapevole che questa manifestazione è nata al sol fine di stare insieme ed io sono sicuro che sapranno continuare in questa missione. Mi sento di ringraziare i miei parrocchiani e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione dell’infiorata, sono orgoglioso di loro e di questa piccola comunità che si impegna ad abbattere i muri invece di costruirli».

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