Pinocchio, ma dove vai? Come non smarrire la retta via

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[…] «Lì non vi sono scuole, lì non vi sono maestri, lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola, e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica».

A Pinocchio che gli chiede dove sarebbe andato, Lucignolo risponde che andava ad abitare nel più bel paese del mondo che si chiama il Paese dei balocchi e aggiunge che è “…una vera cuccagna!” Pinocchio, che non sa resistere alla tentazione, decide di partire con lui e con altri ragazzi nel Paese dei balocchi “…in mezzo ai continui spassi e agli svariati divertimenti, le ore, i giorni, le settimane passavano come tanti baleni”.

Ma dopo cinque mesi Pinocchio si sveglia una mattina con una brutta sorpresa: è diventato un asino.

La storia di Pinocchio invita a pensare che le tentazioni nella vita sono tante, amicizie che deviano dalla retta via per indurre a illusioni vane ed effimere. È facile lasciarsi trascinare, sognare un mondo diverso da quello in cui viviamo che, talvolta, appare doloroso e crudele. La forza dell’essere umano è combattere per ciò che si ha, per ciò che si è onestamente e duramente conquistato.

La realtà è altra cosa. La “scuola” è la vita, rappresenta la società in cui ci sono regole da rispettare e condividere, una società in cui si è lottato per raggiungere diritti e doveri. La realtà è la concretezza, è il lavoro, la cura e la dedizione oltre alla costanza. Elementi indispensabili per il raggiungimento di risultati, che durano nel tempo.

I traguardi importanti sono frutto di investimento di tempo, risorse ma, soprattutto, affetti e sentimenti. Allora, è per questo che bisogna lottare. Bisogna avere la forza di dire “no” ai Lucignolo di turno, che ammaliano e persuadono dell’esistenza di una vita diversa, di un altro mondo fantastico, un mondo pieno di luci e colori, un mondo che stordisce, ma pur sempre un mondo irreale e vuoto.

La forza dell’uomo si misura sulla capacità di reagire alle intemperie della vita e dalla volontà di allontanare i tentatori. Bisogna ascoltare la voce del Grillo parlante, la voce della propria coscienza e la voce delle persone che ci conoscono veramente e che ci amano.

Il resto è nulla, il vuoto, ci allontana dalla strada maestra, dalla verità, e ciò porta alla perdizione.  Si diventa asini raglianti. […] ”sta come torre ferma, che non si crolla! Già mai la cima per soffiar di venti”.                          

Alessandra Macrì -Taviano