“Piazza Tellini venga intitolata al canonico Sebastiano Natali”: ritorna la proposta del nipote Federico

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Egregio Direttore,

il sottoscritto con lettera dell’8 gennaio 2020, chiedeva al Sindaco di Gallipoli che venisse esaminata dalla Giunta comunale la sua proposta per una nuova denominazione di piazza Enrico Tellini (un illustre sconosciuto !!) da intitolare al canonico Sebastiano Natali, un sacerdote che nel secolo scorso ha operato nel sociale con tanta dedizione, tante sofferenze, tante umiliazioni, dedicando tutta la sua vita alla costruzione di due Istituti per l’accoglienza dei fanciulli e dei giovani, specie orfani e poveri: l’Istituto Michele Bianchi, che funzionò sotto la sua direzione per alcuni anni anche come scuola-collegio, e quello del “Villaggio del fanciullo”, affidato alla gestione di Padri Salesiani; che ha dato inizio alla edificazione della chiesa del Sacro Cuore di Gesù; che ha contribuito con una somma sostanziosa all’edificazione del primo nucleo dell’ospedale civile di Gallipoli, ed ha restaurato a proprie spese, nel 1917, quando fu parroco, la chiesa di S. Maria del Canneto.

L’edificio dell’ex Istituto Michele Bianchi, e la chiesa del Sacro Cuore di Gesù si affacciano entrambi sulla Piazza che il sottoscritto ha proposto sia intitolata al suddetto Canonico.

Il Canonico, accusato ingiustamente di falso in bilancio, nel’aprile del 1938, su sollecitazione del vescovo Nicola Margiotta e dei fascisti locali, suoi acerrimi nemici, fu arrestato e senza un processo fu assegnato al duro confino per cinque anni. (Caulonia, Laino Bruzio, Trebisacce, Oriolo Calabro).

Il sottoscritto tiene a precisare che la sua proposta ha registrato consensi ed adesioni non solo in gran parte della cittadinanza, ma anche da parte dei padri Leonardiani, per bocca di padre ignazio Miccolis, parroco del Sacro Cuore, ed anche  dell’Associazione pugliesi di Milano, presieduta  dal francavillese  generale Camillo De Milato, che  in una lettera al Sindaco ha fatto sapere che l’Associazione riteneva quanto mai opportuna la  proposta in oggetto, “a perenne ricordo del canonico Sebastiano Natali”.

Dopo aver ricevuto dal Sindaco, solo telefonicamente, notizia dell’indisponbilità di alcuni consiglieri ad accogliere la proposta, ritenendo, essi, gratificante avergli intitolato un vicolo cieco nella zona 167 della città, il sottoscritto ritenne doveroso il 24 febbraio 2020, estenderla a tutti i Consiglieri comunali attraverso i rispettivi capiguppo perché la valutassero con serenità e discernimento, ribadendo la disponibilità ad un formale incontro.

Il 14 luglio 2020 con lettera raccomandata il sottoscritto informava il Sindaco di essere ancora in attesa di una risposta ufficiale, precisando che non risultava che la Giunta comunale, alla quale è attribuito il compito di denominare nuove strade e spazi comunali, secondo il D. leg.vo 267/2000 e sue successive modifiche ed integrazioni, fosse stata convocata per esaminarla. Rinnovava, inoltre, la disponibilità ad un incontro al fine di poter discutere in merito alla questione in oggetto,

A tutt’oggi, ancora un silenzio assordante da parte dell’Amministrazione comunale che qualche tempo fa era pronta a vendere il “Villaggio del fanciullo” (ex Salesiani), l’edificazione del quale negli anni cinquanta del secolo scorso era costato tanti sacrifici al Nostro.

E che dire della solerzia della Giunta comunale nel deliberare in questi ultimi anni l’intitolazione di piazze, strade, moli del porto, tratti di passeggiate a personaggi non tutti meritevoli di essere ricordati, mentre si attarda nel prendere una decisione riguardante il Canonico Natali, continuando a negligerne l’illustre memoria e ad obliarne l’opera tanto insigne.           

Ultimamente pare che sia stata smarrita da parte dei nostri Amministatori comunali e di molti “ingrati ed ingenerosi nipotini gallipolini” la memoria collettiva che rappresenta la pietra miliare per le future generazioni affinché possano trarre dagli ideali e dalle azioni del passato la carica necessaria per spingere in avanti la macchina della costruzione del futuro. Smarrimento che riguarda anche gran parte degli ecclesiatici locali che dovrebbero dare al Canonico gallipolino quello che in vita non riuscì ad avere: il riconoscimento e la comprensione nella sua fedeltà al Vangelo e nella rettitudine della sua azione pastorale. 

È questa era l’occasione per questi ultimi di mettere in evidenza e stigmatizzare l’ingiusta persecuzione subita dal Canonico da parte dei due vescovi di Gallipoli: Nicola Margiotta e Pasquale Quaremba, che miravano ad appropriarsi degli Istituti, edificati con tanti sacrifici dal Natali.

Sia per molti gallipolini, sia per gli Amministratori comunali, sia per gli ecclesiastici della Diocesi dovrebbero suonare di monito le parole pronunziate da papa Francesco il 14 giugno ultimo scorso: ”È essenziale ricordare il bene ricevuto. Senza farne memoria, diventiamo estranei a noi stessi, passanti dell’esistenza. Senza memoria ci sdradichiamo dal terreno che ci nutre, e ci lasciamo portar via come foglie dal vento. Fare memoria, invece, è riannodarsi ai legami più forti, è sentirsi parte della storia, è respirare con un popolo”.

Federico Natali